Risultato deludente, ma i nostri temi restano centrali in Europa

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La preoccupazione e la delusione per il risultato delle elezioni europee in Italia sono grandi, inutile nasconderlo. Il primo, preoccupantissimo numero è che metà degli europei non sono andati a votare. In un contesto europeo nel quale l’impegno per il contrasto ai Cambiamenti Climatici e la volontà di arrestare la deriva disgregatrice del progetto europeo hanno portato l’onda verde ad ottenere risultati ottimi, l’Italia non è stata in grado di uscire dalla logica miope che ci contraddistingue nelle consultazioni continentali. Con solo il 55% di affluenza, anche la partecipazione è stata inferiore alle attese. Purtroppo sembra che il nostro Paese sia avulso dal contesto europeo, dove invece possiamo almeno festeggiare un Gruppo Verdi (Greens/EFA in the European Parliament) che passa da quinto a quarto all’Europarlamento: la centralità degli Eurodeputati Greens sarà assoluta per tutta la legislatura.La verità è che il voto italiano è stato un enorme sondaggione sull’operato del governo giallonero, con poca a o nulla attinenza alle tematiche europee, come sempre. In questo senso, la responsabilità ricade anche su chi non è stato in grado di raccontare per cosa si andasse a votare, preferendo rincorrere i tristi figuri della nostra politica nazionale sulle polemichette quotidiane, fra Zorro, santini, Nutella e fidanzatine varie. Il sondaggione ci consegna un Paese drammaticamente impaurito, chiuso, aggressivo, respingente. Un Paese di destra estrema che non mi piace, dove la sbandierata rinascita di una “lista unitaria” a sinistra non esiste.Personalmente, e come Europa Verde, credo che il risultato sia negativo. Nonostante avessimo cominciato il lavoro per presentare una credibile e larga forza ecologista quasi due anni fa, il percorso per formarla è stato più travagliato del previsto, e alla fine ci siamo ritrovati a partire con grande ritardo sotto la bandiera di Europa Verde. L’impegno non è mancato, ma purtroppo non siamo stati in grado di imporre le tematiche a noi care: di Emergenza Climatica, Diritti civili e Giustizia Sociale non si è parlato, questa è la dura verità. E sul voto degli italiani questi argomenti non hanno pesato. Non c’è niente da rinnegare, perché oggi quei temi sono ancora più importanti e centrali che mai: anche alle Europee 2024 lo saranno. Probabilmente è una questione educativa e culturale che ha bisogno di anni per imporsi. Ma i partiti e le coalizioni elettorali hanno il compito di interpretare e rispondere quanto la gente chiede di volta in volta. E noi non lo abbiamo fatto a sufficienza. Non è tutto da buttare, ci mancherebbe. Ma nemmeno si può fare finta che sia andato tutto bene. Siamo tutti i responsabili di non essere riusciti ad eleggere alcun europarlamentare dall’Italia e dobbiamo, da subito, trarne con responsabilità le adeguate conclusioni per il necessario cambiamento di nomi e geografia dell’ecologismo nostrano.Viva l’ecologismo, viva l’Europa, combattiamo ancora contro il Cambiamento Climatico e le destre intolleranti di tutto il continente! 💚

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