10 punti per salvare il #clima

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Greta, e le migliaia di ragazze e ragazzi come lei non chiedono il nostro applauso, ma la nostra azione. Le soluzioni ci sono, ma manca la volontà politica. Se il clima fosse una banca, i governi l’avrebbero salvata molto tempo fa.

Noi Verdi pretendiamo azioni coraggiose contro il cambiamento climatico che siano in linea con l’accordo di Parigi. Vogliamo ridurre le emissioni di CO2 del 60% entro il 2030 e passare, al più tardi entro il 2050, alle energie rinnovabili al 100%. Stop ad ogni sussidio alle fonti fossili, che solo in Italia ci costano 16 miliardi di euro. I trasporti, l’aviazione e l’agricoltura devono ridurre il loro impatto ambientale per un’economia rispettosa del clima e per raggiungere l’obiettivo della COP 21 di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi”.

 “La crisi climatica ha un’importante dimensione sociale perché colpisce maggiormente le persone più povere e le categorie più disagiate (donne in primis), sia a livello mondiale che nell’UE. Le misure ecologiche e sociali devono andare di pari passo, non c’è soluzione. Abbiamo bisogno di un cambiamento nei nostri sistemi fiscali e finanziari. Chi inquina di più deve pagare di più. Nel prossimo mandato del Parlamento europeo ci batteremo per un prezzo equo del carbonio. Prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà nel settembre di quest’anno, gli Stati membri dell’UE devono impegnarsi a conseguire forti obiettivi di riduzione e assumere un ruolo pionieristico a livello mondiale per le città verdi, i sistemi finanziari e le infrastrutture”. 

Ecco le nostre misure prioritarie per il clima: 

L’obiettivo: aumentare le ambizioni climatiche dell’UE, innalzando l’obiettivo climatico dell’UE per il 2030 ad almeno il 60% di riduzione delle emissioni di gas serra e attuando un nuovo accordo verde per diventare un’economia a emissioni nette zero e basata al 100% sulle energie rinnovabili ben prima del 2050.

COME CI ARRIVIAMO?

  1. Smettere di sovvenzionare i cambiamenti climatici. Ogni anno l’economia fossile beneficia di almeno 55 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche in Europa. Il denaro dei contribuenti deve essere investito per la transizione ecologica della nostra economia (trasporti sostenibili, energie rinnovabili, risparmio energetico, efficienza energetica e delle risorse, agroecologia).
  2. Ogni singolo euro investito nel futuro serva a progetti realmente sostenibili invece di essere bloccato in attività che danneggiano l’ambiente e il clima.
  3. Fissare un prezzo equo sul carbonio. Grazie al sistema ETS rivisitato, alla carbon tax e all’adeguamento alle frontiere per le emissioni importate, garantire che i maggiori inquinatori, come l’aviazione, il trasporto marittimo, i produttori di energia e l’industria pesante, comincino a pagare la loro parte nella lotta contro i cambiamenti climatici. Ciò genererebbe un reddito di 28 miliardi di euro all’anno.
  4. Garantire la giustizia fiscale per trasferire l’onere economico dai cittadini a chi inquina. Affrontare l’evasione e l’elusione dell’imposta sulle società e dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per migliorare le finanze pubbliche e compensare i costi economici per i cittadini e i settori sostenibili. Tutte le entrate devono essere reinvestite in beni comuni, come il clima e l’ambiente.
  5. Sostenere una transizione giusta che non lasci nessuno indietro e attenuare le difficoltà sociali ed economiche che possono verificarsi durante la transizione dall’economia fossile. Le entrate derivanti dalla fissazione del prezzo del carbonio devono essere utilizzate per sostenere economicamente le regioni, le comunità, i lavoratori (formazione, riqualificazione) e i cittadini più vulnerabili per partecipare alla trasformazione.
  6. Mobilità sostenibile – Meno aerei, più treni: porre fine all’esenzione dalla tassazione del kerosene e introdurre l’IVA sui voli. Utilizzare le entrate per rendere i treni più accessibili, più frequenti, meglio collegati e più efficienti, anche rivitalizzando i treni notturni e costruendo collegamenti regionali in tutta l’UE. Trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia e all’acqua. Una pianificazione urbana più sostenibile per un maggior numero di trasporti pubblici e soluzioni di mobilità dolce.
  7. Energia – Fare dei cittadini e delle comunità parte della rivoluzione energetica: investire massicciamente nella diffusione delle energie rinnovabili e nelle soluzioni di efficienza energetica, per raggiungere il 100% di energie rinnovabili, eliminando gradualmente il nucleare, il carbone e altri combustibili fossili. Affrontare la povertà energetica e consentire ai cittadini e alle comunità di produrre, consumare, immagazzinare, vendere e condividere la propria energia. Ristrutturare il parco immobiliare esistente per renderlo quanto prima possibile a energia quasi zero. Migliorare l’efficienza energetica del 3% all’anno.
  8. Agricoltura e uso del suolo – Finanziare le aziende agricole e non le agroindustrie e proteggere la biodiversità: porre fine all’agricoltura industriale, promuovere un’Europa senza pesticidi e ridurre significativamente la quantità di bestiame da carne e allevamento. Fermare le importazioni di colture responsabili della massiccia deforestazione (olio di palma, soia). Coltivare un maggior numero di colture proteiche a base di piante nell’UE. Sostenere grandi programmi di rimboschimento a livello nazionale e internazionale. Ripristinare il suolo e preservare le zone umide come pozzi di assorbimento del carbonio. Più spazi verdi nelle città per migliorare la vita urbana, garantendo al tempo stesso un migliore adattamento ai cambiamenti climatici.
  9. Efficienza delle risorse ed economia circolare: ridurre il consumo di materie prime primarie e aumentare l’efficienza delle risorse, uscendo dalla società dell’usa e getta, per diventare completamente circolare e disporre di risorse sufficienti entro il 2050. Proibire l’obsolescenza pianificata, adottare standard di progettazione ecologica, aumentare la durata, la riutilizzabilità, la riparabilità dei prodotti, compreso il diritto alla riparazione.
  10. Rendere tutti gli accordi commerciali dell’UE “a prova di Parigi” e garantire la giustizia climatica a livello mondiale: rendere compatibili con l’accordo di Parigi i futuri e attuali accordi commerciali dell’UE attraverso disposizioni obbligatorie, in modo che non siano inferiori agli obiettivi climatici, ma contribuiscano positivamente alla solidarietà globale e alla giustizia climatica.

Come trovare e spendere soldi per salvare il nostro pianeta: Proposte verdi/EFA per investire nell’azione per il clima

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