#Dieselgate – Arriva il diritto ad inquinare!

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Tre anni e mezzo fa, la Commissione europea ha deciso di dare uno spazio di manovra scandaloso alle emissioni di ossidi di azoto (NOx) delle auto nuove (110% di superamento consentito fino al 2020, 50% nel periodo successivo). Le emissioni di ossidi di azoto (NOx) sono le famose sostanze inquinanti pericolose per la salute, al centro dello scandalo dieselgate

Nel 2016, il gruppo dei Verdi/ALE aveva contestato l’atto delegato con cui la Commissione europea aveva introdotto coefficienti correttivi che consentono ai costruttori di superare le soglie legali. Le città di Parigi, Madrid e Bruxelles hanno in seguito deciso di portare la questione davanti alla giustizia e hanno vinto la causa dinanzi al Tribunale dell’Unione europea*. Tuttavia, la Commissione europea ha deciso di fare appello e propone ora di includere questo diritto all’inquinamento nella legge.

« Il messaggio inviato oggi dalla Commissione è terribile: oltre ad ignorare la sua responsabilità e quella degli Stati membri nelle deroghe da essa autorizzate tre anni e mezzo fa per le case automobilistiche, essa persiste a cercare di recepire nel diritto europeo una legge totalmente contraria all’accordo di Parigi e pericolosa per la salute dei cittadini europei. 

Ci tengo a ricordare che quasi 43 milioni di auto provenienti dallo scandalo diesel continuano a circolare sulle nostre strade e 467.000 di cittadini europei muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento, di cui più di 90.000 in Italia. Al giorno d’oggi, gli oneri del costo della transizione automobilistica, ossia il costo dell’inquinamento, sono sostenuti solamente dai cittadini, mentre i produttori hanno raggirato le norme ambientali per decenni. E cosa vuole fare la Commissione? Approvare una legge che legalizzi questi permessi di inquinamento? È pazzesco! Gli ambientalisti hanno un piano chiaro al riguardo: ritiro dei veicoli diesel da parte di produttori responsabili, una serie di misure compensative per l’acquisto di modelli meno inquinanti e un importante piano di investimento per bloccare la vendita di nuovi veicoli diesel e a benzina entro il 2035 ».  

«La reintroduzione di questo permesso di inquinamento tradisce purtroppo la permeabilità della Commissione europea alle lobby. Come possiamo spiegare ai cittadini che fissiamo le regole e alla fine non le rispettiamo? Basta con la connivenza colpevole nei confronti del settore automobilistico! La Commissione deve essere responsabile e assumere il suo ruolo di custode della legge a beneficio esclusivo dei consumatori. Finora, i cittadini europei hanno avuto solo il Commissario responsabile della concorrenza per difendere i loro interessi. L’indagine sul cartello dei produttori tedeschi, che mirava a bloccare l’uso di tecnologie per limitare le emissioni inquinanti, rimane l’unica iniziativa della Commissione da quando è scoppiato lo scandalo. È troppo poco. Di fronte alla complicità della Commissione e dei governi disposti a sostenere la frode di un’industriaautomobilistica incapace di innovare, intendiamo continuare la nostra battaglia nel prossimo Parlamento europeo per garantire che la salute dei cittadini abbia la precedenza sui profitti dei produttori e, infine, compensare i consumatori che sono stati truffati. »

(*) Nella sentenza del 13 dicembre 2018, a seguito del ricorso delle città di Parigi, Madrid e Bruxelles, il Tribunale dell’UE ha dichiarato che la Commissione europea ha oltrepassato i suoi poteri nel modificare un elemento essenziale della legislazione, per la quale avrebbe dovuto limitarsi ad adottare misure di esecuzione. Il Tribunale ha proceduto all’annullamento della disposizione del regolamento che fissa i limiti di emissione per gli ossidi di azoto (NOx) e ha concesso alla Commissione un anno per modificare il regolamento illegale.

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