#SEAWATCH – Interrogazione dei Verdi: “Italia, Olanda o Germania, chi viola la direttiva accoglienza?”

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L’Europarlamentare Affronte e la Deputata Muroni interrogano Commissione Eu e Governo.
L’#OndaVerdeECivica interroga la Commissione Europea e il Governo italiano sul caso della Sea Watch 3, la nave della ONG tedesca, con bandiera olandese, ancorata al largo di Siracusa da parecchi giorni.
Marco Affronte, Europarlamentare dei Verdi Europei, crede che la Direttiva 2013/33 sia stata ripetutamente violata: “La Direttiva del 2013 “Accoglienza” prevede che ‘le condizioni materiali di accoglienza assicurino un’adeguata qualità di vita che garantisca il sostentamento dei richiedenti e ne tuteli la salute fisica e mentale’ e che ‘sia garantita la tutela della vita familiare’. Ci sembra proprio che non sia affatto rispettata nel caso delle 47 persone a bordo della nave Sea Watch 3. Faccio notare che la Direttiva è sottoposta a revisione, ma sono proprio alcuni Stati Membri, in Consiglio, a bloccarne la revisione. Qui non si tratta semplicemente di stabilire chi, fra Italia, Germania o Olanda stia sbagliando in questo caso, ma di evitare il ripetersi di situazioni analoghe che abbiamo già visto e che non vorremmo invece vedere più. E’ vergognoso il ripetersi di questa trattativa sulla pelle di persone in difficoltà. Chiediamo alla Commissione Europea come pensi ci si debba comportare in un’eventualità simile. Noi della famiglia verde siamo una rete, per cui anche in Italia abbiamo predisposto un’interrogazione sul tema.”

A scrivere l’interrogazione è stata infatti la Deputata Rossella Muroni:
“Tenere 47 persone sequestrate al largo di Siracusa da giorni è un atto inumano, che rischia seriamente di metterci fuori dalla Direttiva europea sull’accoglienza. Per chiedere che l’Italia rispetti la direttiva e lo sbarco immediato dei migranti – aggiunge Muroni – ho presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Interni analoga a quella depositata al Parlamento europeo da Marco Affronte.”

“I diritti umani sono sacri ed inviolabili e continueremo a ribadirlo sempre” – dicono Elena Grandi e Matteo Badiali, Co-portavoce dei Verdi Italiani – “E’ giunto il momento che questa macchina di propaganda e di pseudo contrattazione perpetrata sulla pelle di persone innocenti si fermi e subito. E’ inaccettabile che un Governo di uno stato democratico utilizzi esseri umani come oggetti da contrattazione ed il caso della Sea Watch ne è l’ennesimo esempio. Siamo quindi orgogliosi che ‘famiglia verde’ si stia muovendo in direzione coesa, sia sul fronte europeo, che su quello italiano.”

INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA A RISPOSTA PRIORITARIA

Depositata il 29.01.2019 Marco Affronte

Preso atto che da alcuni giorni, a poche miglia dal porto di Siracusa, è ancorata la nave olandese della Organizzazione Non Governativa tedesca Sea Watch, la Sea Watch 3, con 47 persone riscattate dal Mare Mediterraneo a bordo. A bordo ci sono dunque 69 persone, equipaggio compreso, di cui almeno 13 minorenni. Letti gli articoli 17 – Disposizioni generali relative alle condizioni materiali di accoglienza e all’assistenza sanitaria –  e 18 – Modalità relative alle condizioni materiali di accoglienza – della Direttiva EU 2013/33 (in corso di revisione) che prevedono che gli Stati membri provvedano “a che i richiedenti abbiano accesso alle condizioni materiali d’accoglienza nel momento in cui manifestano la volontà di chiedere la protezione internazionale” e che provvedano “a che le condizioni materiali di accoglienza assicurino un’adeguata qualità di vita che garantisca il sostentamento dei richiedenti e ne tuteli la salute fisica e mentale” e che “sia garantita la tutela della vita familiare”. Al momento l’Italia ha concesso lo sbarco solo a patto che i migranti vengano subito trasferiti in Olanda o Germania. I Paesi Bassi hanno replicato di voler accettare solo chi abbia diritto allo status di rifugiato politico.
Si chiede alla Commissione:
– come valuti il comportamento dell’Italia, dell’Olanda e della Germania
– quale procedura ritenga adeguata in casi analoghi

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