#Adriatico: all-in sulla pelle dei pescatori, acciughe e sardine spariranno?

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Con 342 SI e 295 NO passa il rapporto Tomasic:
-4% sulle catture, non servirà a nulla

Il voto della Plenaria di Strasburgo ha visto due grandi vincitori, i croati e la pesca industriale, e due grandi sconfitti: il Mare Adriatico e i piccoli pescatori. Va detto: il voto consegna le risorse dell’Adriatico nelle mani delle multinazionali spagnole che usano alcuni nostri pescatori, specialmente del nord Italia, per rifornirsi di acciughe e sardine nostrane a poco prezzo. Ci siamo battuti per l’escapement strategy ma i conservatori, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle hanno scelto di portarci a fare un salto nel buio lungo almeno 3 anni durante i quali il rischio di un collasso dello stock delle acciughe potrebbe arrivare anche al 60% (dati GFCM) e quello delle sardine al (40%). Non credo che per i piccoli pescatori buttare la propria vita e la propria attività sul tavolo da poker, puntando tutto sulla resistenza degli stock, sia molto saggio: bisogna incrociare le dita e pregare che acciughe e sardine non scompaiano. Per questo rischio i piccoli pescatori devono ringraziare la deputata Gardini e il PPE, oltre che il cambio del Movimento 5 Stelle che è passato da amico dell’ambiente ad amico dell’industria. Il testo uscito dall’aula è un pasticcio, un Frankestein che consegna alla relatrice un mandato debole per il Trilogo con Commissione e Consiglio. Non voglio fare la cassandra, ma prevedo tempi duri per l’Adriatico e chi vive di esso. Mi dispiace per tutti quei pescatori marchigiani, romagnoli, abruzzesi che mi avevano contattato, chiedendo di fare qualcosa per tutelare la risorsa: abbiamo fatto il massimo, ma la lobby dell’industria ha lavorato forte e tirato dalla sua parte più persone.

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