Adottato in plenaria PE l’INI report contro la deforestazione, vittoria per i Verdi

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L’Europa deve fare da esempio per la protezione delle foreste e il rispetto dei diritti ad esse legati

Al Parlamento  europeo a Strasburgo abbiamo adottato un rapporto di iniziativa della nostra Heidi Hautala per la protezione delle foreste e il rispetto dei diritti umani ad esse legate.

Le foreste sono tra gli ecosistemi terrestri più produttivi al mondo. Circa il 25% della popolazione mondiale dipende dalle foreste per la propria sopravvivenza, i mezzi di sussistenza, l’occupazione e la generazione di reddito. Le foreste hanno anche un ruolo chiave da svolgere per mitigare i cambiamenti climatici e per raggiungere gli obiettivi di biodiversità. Tuttavia, le sfide che le foreste devono affrontare sono enormi. Secondo l’UNEP – INTERPOL, la lotta alla criminalità forestale è tra le cinque sfide più importanti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’espansione dell’agricoltura commerciale su larga scala (come ad esempio la coltivazione dell’olio di palma, della soia, l’allevamento di bestiame, o l’estrazione di cellulosa per la carta) è oggi il maggior fattore di deforestazione. Va di pari passo con la violazione dei diritti umani, la maggior parte dei quali è legata ai conflitti territoriali. Le nuove minacce alle foreste derivano anche dalle industrie estrattive, dallo sviluppo delle infrastrutture e dal boom globale delle bioenergie.

L’INI report propone all’Unione europea una strategia globale per combattere il disboscamento illegale attraverso un solido piano d’azione comunitario, che si baserà in particolare sugli insegnamenti tratti dal processo FLEGT-VPA e dal regolamento sul legname. Invita inoltre l’Unione europea a sviluppare catene di approvvigionamento legali, sostenibili e senza disboscamenti; presenta proposte concrete per migliorare la governance forestale e affrontare le cause profonde della deforestazione, in particolare chiedendo all’Unione europea e ai suoi Stati membri di rivedere la propria politica commerciale, agricola, climatica ed energetica per renderle in linea con il principio della Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo, sancito dall’articolo 208 del TFUE.

Il report contiene, tra le altre, anche alcune delle seguenti richieste:

  • L’istituzione di requisiti obbligatori di adeguata verifica (“due diligence”), per garantire che le catene di approvvigionamento e i flussi finanziari globali sostengano esclusivamente una produzione legale, sostenibile e che non contempli la deforestazione, e non si traducano in violazioni dei diritti umani (sulla base degli insegnamenti della legislazione esistente, che richiede l’obbligatorietà dei dovuti controlli, come nel caso dei minerali provenienti da zone di conflitto, la regolamentazione del legname, la pesca non regolamentata e non dichiarata).
  • Tracciabilità vincolante e applicabile dei prodotti agricoli di base e trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento;
  • Un regime obbligatorio di certificazione (e riconoscimento dei difetti di quello esistente, anche sull’olio di palma);
  • Sfruttare al massimo il regolamento sul legname, estendendo il suo campo di applicazione a tutti i prodotti in legno (tale iniziativa gode già del sostegno della Confederazione europea delle industrie del legno) e affrontandone i difetti (ad esempio: le sanzioni dovrebbero essere efficaci e dissuasive);

Per quanto riguarda le questioni commerciali, inoltre, il report contiene (anche) alcune delle seguenti proposte:

  • Esorta l’UE a includere sempre disposizioni vincolanti e applicabili per fermare il disboscamento illegale, la deforestazione e il land grabbing, compresi un meccanismo sanzionatorio e disposizioni per garantire il consenso libero, preliminare e informato in tutti gli ALS + possibilità di chiedere un risarcimento per i singoli individui.
  • Rafforzamento dell’SPG e del regolamento SPG + sulle foreste, mediante l’istituzione di un meccanismo di reclamo (paragrafo 95).

Grazie all’eccellente collaborazione con gli shadows in Commissione Sviluppo, nonché con i relatori per i pareri di INTA ed ENVI, i Verdi hanno avuto un eccezionale successo nella commissione DEVE per ottenere una relazione così ambiziosa, che è stata votata quasi all’unanimità.

La richiesta, tramite l’INI report, di istituire un piano d’azione UE sulla deforestazione che affronti in modo olistico le cause della deforestazione (proprietà fondiaria, tutela dei diritti delle popolazioni indigene, politiche agricole e cambiamenti climatici) é certamente una grande vittoria per i Verdi/ALE, come lo e’ la disposizione di affrontare la criminalità forestale, in particolare attraverso un processo di ampliamento del campo di applicazione della CPI (Corte Penale Internazionale) per includervi la criminalità ambientale.

Il report é passato in votazione con 354 voti favorevoli (Verdi/ALE; S&D; ALDE; GUE/NGL) e solo 53 voti contrari.

Adesso spetta alla Commissione europea agire per lasciare un’eredità europea di foreste ben protette.

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