Sentenza storica: il colosso agrochimico Monsanto dovrà pagare $289 milioni ad ex-giardiniere malato di cancro per danni alla salute causati dagli erbicidi a base di glifosato

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Una giuria della California, Venerdì 10 Agosto, ha ritenuto il colosso agrochimico Monsanto responsabile in una causa intentata da un uomo che sosteneva che i diserbanti a base di glifosato, tra cui il Roundup, prodotti dalla società, hanno causato il cancro da cui é afflitto; il tribunale ha pertanto condannato la società a pagare a Johnson 289 milioni di dollari in danni.

Il caso di Dewayne Johnson, custode di una scuola, è stata la prima causa ad andare al processo per presunto cancro causato dal glifosato. Monsanto, ormai un’unità di Bayer AG <BAYGn.DE> a seguito di una recente acquisizione del valore di 62,5 miliardi di dollari da parte del conglomerato tedesco, deve affrontare più di 5.000 cause simili in tutti gli Stati Uniti.

La giuria della Corte Superiore Californiana di San Francisco ha deliberato per tre giorni prima di scoprire che la Monsanto non aveva avvertito Johnson e milioni di altri consumatori in tutto il mondo dei rischi cancerogeni posti dai suoi diserbanti.

La giuria ha assegnato a Johnson 39 milioni di dollari in risarcimenti e 250 milioni di dollari in danni punitivi.

Monsanto, in una dichiarazione, ha detto che avrebbe fatto ricorso contro il verdetto. “La decisione di oggi non cambia il fatto che più di 800 studi scientifici e recensioni … supportano il fatto che il glifosato non provoca il cancro, e non ha causato il cancro del signor Johnson”, ha detto l’azienda.

La Monsanto nega che il glifosato, l’erbicida più usato al mondo, provochi il cancro e afferma che decenni di studi scientifici hanno dimostrato che la sostanza chimica è sicura per l’uso umano.

Le procedure per il caso di Johnson, depositato nel 2016, sono state accelerate a causa della gravità del linfoma non-Hodgkin (un cancro del sistema linfatico che egli sostiene sia stato causato dall’uso di Roundup e Ranger Pro, un altro erbicida a base di glifosato prodotto dalla Monsanto) da cui é affetto. I medici di Johnson hanno detto che è improbabile che egli viva oltre il 2020.

In quanto ex responsabile del controllo dei parassiti di un sistema scolastico della contea di California, Johnson, 46 anni, applicava l’erbicida fino a 30 volte all’anno.

Brent Wisner, un avvocato di Johnson, in una dichiarazione ha detto che per la prima volta i giudici avevano avuto l’occasione di accedere a documenti aziendali interni i quali “dimostrano che la Monsanto ha saputo per decenni che il glifosato e in particolare il Roundup poteva causare il cancro”. Wisner ha invitato la Monsanto a “dare priorità alla sicurezza dei consumatori, piuttosto che ai profitti”.

Nel corso dell’udienza, durata quattro settimane, i giurati hanno ascoltato le testimonianze di statistici, medici, ricercatori della sanità pubblica ed epidemiologi in disaccordo tra di loro sul fatto che il glifosato possa causare il cancro o meno.

La U.S. Environmental Protection Agency (agenzia USA per la tutela dell’ambiente) nel settembre 2017 ha concluso una valutazione decennale sui rischi posti dal glifosato e ha riscontrato che la sostanza chimica non è probabilmente cancerogena per l’uomo. Ma nel 2015 il dipartimento dedito alla ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, fatto che ha scaturito un acceso dibattito sulla sicurezza e la possibile messa al bando (almeno in Europa) del principio attivo.

 

(fonte: Reuters)

 

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