#CensimentoRom: Il mio intervento in plenaria sulle dichiarazioni di Salvini sui diritti dei sinti, rom e delle minoranze UE

0Shares

Che Salvini rappresentasse un partito xenofobo e razzista era cosa nota. Non ho remore ad utilizzare queste parole, perché sono ampiamente confermate da una serie di affermazioni, nel corso degli anni.

Quello che non sapevamo è che la Lega avrebbe trovato appoggio per governare dal Movimento 5 Stelle, e che riuscisse a sottoscrivere un contratto di Governo nel quale si avvalora “il sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane” in palese contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che vieta distinzioni contro il sesso, la razza e le religioni.

Ma era solo l’inizio, perché questo Governo ha chiarito subito chi fossero i propri nemici: i diversi.

I diversi in tutti i sensi: il Ministro per la Famiglia ha subito dichiarato che non esiste famiglia che non sia composta da un padre e una madre, alla faccia dei diritti LGBT.

Poi i migranti, che sono diventati i capri espiatori di tutti i mali di un Paese che ha invece sofferenze profondissime.

Poi è stata la volta di ROM e SINTI: dopo pochi giorni in carica il Ministro Salvini decide di proclamare che “farà un censimento”, aggiungendo però – tanto per non lasciare dubbi su quale sia il suo disprezzo etnico – che “purtroppo quelli italiani ce li dobbiamo tenere”.

Rivoluzione! O no?

No, direi di no. Non abbastanza.

Il problema è proprio che a differenza rispetto ad alcuni anni fa è che… Non c’è stata abbastanza indignazione!

E’ mancata una reazione veramente forte nelle strade.

Com’è possibile un atteggiamento così orribile, da dove viene?

Viene anche da qui. Da Bruxelles, dalle Istituzioni Europee, dai Capi di Governo che si ritrovano al Consiglio e non sono in grado di decidere nulla, non sanno dare un segnale, a quanto danno a vedere non hanno nemmeno dei valori di riferimento. Che ogni tre per due vogliono chiudere le frontiere – sì, parlo di Ungheria, Francia, Austria,… Non si salva nessuno.

Sono i nostri valori di riferimento quelli che abbiamo perso. Perché sulle modalità e i tecnicismi per affrontare un qualunque tipo di emergenza, non solo quella migratoria o quella economica, ci si può scontrare o accordare.

Ma i valori. Quelli devono essere ben chiari. Devono essere saldi.

E invece non lo sono più.

CARO IL MIO PRESIDENTE TAJANI – mi dispiace che lei non sia qui in aula per dirglielo di persona (o mi fa piacere che lei sia qui in aula per poterglielo dire di persona). Ma quando il Ministro dell’Interni italiano ha parlato del censimento ROM, lei dov’era? IO ho subito preso l’iniziativa di scriverle, coinvolgendo anche gli altri gruppi politici, perché il Parlamento ribadisse uno dei principi fondanti della nostra Europa: UNITI NELLA DIVERSITA’, che è il nostro lemma.

L’Unione Europea è nata dopo le tragedie della Seconda Guerra Mondiale, dove milioni di persone sono morte a causa di una presunta “diversità” (e lo metto fra virgolette). Di conseguenza il Parlamento Europeo non può stare immobile, attonito e silente, di fronte alle parole di odio che da troppe parti, non certo solo dall’Italia, sentiamo in questi anni bui.

Si ricorda, caro presidente Tajani, quando nel 2009 ad un’analoga iniziativa di Maroni, il Parlamento si oppose fermamente? Mi domando perché, a distanza di tanti giorni, lei non abbia ancora fatto nulla e nemmeno risposto ad una lettera firmata dai Presidenti di 4 gruppi politici di questo Parlamento e da decine di deputati di cinque gruppi (fra cui il suo) e anzi continui con dichiarazioni da leader politico di parte.

Un altro segnale della perdita dei valori che dovrebbero fondare l’Europa, in una gara a chi è più ipocrita.

Firmiamo un accordo al Consiglio e in meno di 24 ore i distinguo sono talmente tanti che siamo tornati ad un punto ancora precedente all’accordo. Ma chi vogliamo prendere in giro? Come facciamo poi a sorprenderci che i cittadini che governiamo, e che ci vedono comportarci in maniera così disgustosa, non facciano altrettanto?

Questa è una crisi di valori, e possiamo passare anni a blaterare delle leggi, ma sono i cuori che vanno messi a posto.

 


 

[English version]

 

The fact that Salvini represents a xenophobic and racist party was already well known. It’s hardly surprising that in a few days he attacked homosexual families, migrants and the Roma.

He wants people to believe that problems come from those who are “different”, he wants to single them out as enemies and scapegoats. The problem is that when he proclaimed that he would “carry out a census of the Romani people” – adding that “unfortunately we’ll have to keep the Italian ones” – the public reaction was not strong or indignant enough. And it was not strong enough because we are losing our values, the founding values of United Europe.

In fact, it is no coincidence that the letter I addressed to President Tajani, signed by the Presidents of four political groups and dozens of MEPs from five groups, was not at all heeded: we had only asked him to take an official stand to reaffirm one of the founding principles of our Europe: UNITED IN THE DIVERSITY, which is our motto. And instead, nothing. How can we then be surprised that citizens, who see us behaving so disgustingly, follow our suit?

This is a crisis of values, and we can spend years having discussions about the law, but it is hearts that must be put back in place.

 

0Shares

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*