#SMOG – Stato avvisato… La multa UE alle porte. E sarà altissima.

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Tanto tuonò che piovve. Anzi, piovvero. Multe e deferimenti.

Non possiamo che essere d’accordo con la decisione della Commissione europea di deferire diversi paesi dell’UE alla Corte di giustizia europea per non essersi attivati in materia di qualità dell’aria. Italia, ovviamente, in testa. Ma anche Francia, Germania, Regno Unito,… Ve lo avevamo anticipato già due anni e mezzo fa, era gennaio del 2016 (http://www.marcoaffronte.it/2016/01/07/smog-arriva-la-multa-ue/) che la CE ci aveva rimesso sotto osservazione. Eppure nulla è stato fatto per porre un freno al degrado della qualità dell’aria che uccide mezzo milione (sì, 500.000!!!) cittadini europei ogni anno. A nulla è valso l’ultimo avviso, lo scorso gennaio: http://www.marcoaffronte.it/2018/01/17/smog-italia-richiamata-dallue-rischia-la-multa/

Queste le parole del nostro Bas Eickhout:

È positivo vedere che la Commissione europea è finalmente pronta a intraprendere un’azione legale seria. E’ vergognoso che alcuni dei paesi più ricchi d’Europa NON si stiano impegnando a fondo per proteggere la salute dei loro cittadini. L’inquinamento atmosferico riduce la vita di centinaia di migliaia di europei ogni anno. Ci auguriamo che la minaccia di un’azione legale serva finalmente da campanello d’allarme per questi paesi affinché adottino misure immediate per ridurre le emissioni e contribuire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo“.

L’eurodeputato britannico e membro Verdi/ALE della commissione per i trasporti e il turismo, Keith Taylor, ha espresso le proprie osservazioni:

La Commissione europea è costretta ad avviare un’azione legale nei confronti di un governo britannico che rimane costantemente apatico di fronte a una crisi di salute pubblica.

“Dopo il Brexit, questo è esattamente il tipo di controllo e supervisione che i conservatori intendono evitare. Le proposte per un cosiddetto cane da guardia ambientale, che non è altro che un cagnolino zoppo senza i denti giuridici per portare il governo in tribunale, mettono questa realtà in netto risalto.

“Solo l’azione legale da parte dell’UE e degli avvocati ambientali che si occupano di casi di inquinamento sulla base del diritto comunitario ha potuto costringere il governo del Regno Unito a prendere provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico. Senza un organismo dotato della forza giuridica necessaria per applicare le leggi vitali dell’UE sull’inquinamento atmosferico dopo Brexit, i conservatori rimarrebbero inerti mentre la Gran Bretagna soffoca“.

Contesto

La Germania, la Francia e il Regno Unito sono stati citati in giudizio per non aver rispettato i limiti UE per il biossido di azoto (NO2). Anche l’Italia, la Romania e l’Ungheria sono state adite dalla Corte di giustizia europea per il superamento dei limiti relativi al particolato (PM10).

Nel Gennaio 2016, infatti, l’UE aveva ufficialmente rimesso l’Italia sotto osservazione per i ripetuti sforamenti dei limiti del biossido di azoto (NO2) nel corso degli ultimi mesi del 2015. Inoltre, nel Gennaio 2018 (assieme alla Francia, la Germania, la Spagna ed il Regno Unito), ricevette un ultimatum dall’Unione Europea in formato di una lettera da parte del Commissario Vella, che chiedeva risposte certe su quanto queste Nazioni intendessero fare per combattere lo smog e migliorare la qualità dell’aria; senza risposte, la Commissione avrebbe proseguito con la procedura di infrazione.

A fine 2017 è stato deciso che il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia UE per la violazione delle norme comunitarie sulle emissioni di polveri sottili Pm10 e NO2 sarebbe stato rinviato al dopo elezioni. Gli Italiani pagheranno comunque l’immobilismo del governo precedente: se non in multe UE, certamente i cittadini pagheranno un dazio in termini di salute, e/o in termini di prestazione del Servizio Sanitario Nazionale che spende per le cure e i ricoveri dei tanti malati da malattie cardio-respiratorie.

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