#Whistleblowers: arriva la proposta legislativa UE per proteggere gli informatori

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La Commissione Europea ha oggi presentato una proposta a favore dell’implementazione di nuove leggi Europee a garanzia di un elevato livello di protezione per gli informatori che divulgano episodi di violazione della legge in UE.

Sebbene vi sia spazio per miglioramenti, la proposta costituisce una vittoria per il gruppo Verdi/ALE, che non solo si è a lungo battuto per la creazione di una simile normativa, ma ha anche svolto un ruolo di convincimento presso la Commissione, che inizialmente non ne credeva possibile l’implementazione a livello Europeo.

La nuova legge stabilirà nuovi canali di segnalazione, sia all’interno delle organizzazioni che nei confronti delle pubbliche autorità. Avrà anche l’effetto di proteggere gli informatori dal licenziamento, dalla retrocessione professionale e da altre forme di ritorsione, oltre che di esigere dalle autorità nazionali che informino i cittadini e che offrano corsi di formazione alle autorità pubbliche su come trattare con i “whistleblowers”.

Adesso la palla è nel campo del Consiglio, che dovrà impegnarsi in maniera costruttiva, e in quello del Parlamento, che dovrà agire rapidamente per trasformare questa proposta in legge il prima possibile.

Contesto

Finora, la protezione riservata agli informatori in Europa è stata frammentata e mancava di uniformità (si veda qui una mappa analitica sullo stato di avanzamento della protezione degli informatori in UE).

Allo stato attuale, sono solo 10 gli Stati Membri UE che garantiscono una protezione completa ai whistleblower. In tutti gli altri Paesi, la protezione garantita è parziale e unicamente applicabile a specifici settori o specifiche categorie di impiegati. La proposta della Commissione si basa sulla Raccomandazione riguardo la Protezione degli Informatori emessa dal Consiglio UE nel 2014, che suggerisce che “gli Stati Membri debbano adottare un quadro normativo, istituzionale e giudiziario per proteggere gli individui che, nel contesto lavorativo, segnalano o rivelano informazioni su questioni che minacciano, o rischiano di minare, l’interesse pubblico Europeo“; inoltre, la Raccomandazione definisce anche i princìpi guida che gli Stati Membri devono seguire per introdurre o riesaminare un simile quadro normativo.

La voce dei Verdi/ALE si è aggiunta a quella di organizzazioni della società civile e sindacati, che hanno ripetutamente fatto appello affinché venisse istituita una legislazione Europea per proteggere gli informatori che agiscono a favore del pubblico interesse.

La proposta legislativa di oggi garantisce un livello di protezione Europeo per chiunque divulghi episodi di violazione delle leggi Europee per quanto riguarda gli appalti pubblici; i servizi finanziari; il riciclaggio di denaro sporco ed i finanziamenti ai gruppi terroristici; la sicurezza dei prodotti; la sicurezza dei trasporti; la salvaguardia dell’ambiente; la sicurezza nucleare; la sicurezza degli alimenti e dei mangimi; la salute ed il benessere animale; la sanità pubblica; la protezione dei consumatori;  la protezione dei dati informatici e della vita privata, la sicurezza delle reti e dei sistemi d’informazione. La proposta legislativa vale anche per la violazione delle norme UE in materia di concorrenza, la violazione e l’abuso delle norme in materia di tassazione societaria, ed i danni agli interessi finanziari dell’Unione. La Commissione incoraggia gli Stati Membri ad andare oltre questi standard minimi e stabilire un quadro generale per la protezione degli informatori sulla base degli stessi princìpi.

 

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