#TAXJUSTICE – Tassazione unitaria contro i giochini delle multinazionali!

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Il Parlamento europeo ha adottato, questo giovedì, un’ambiziosa posizione a favore dell’implementazione di una base imponibile comune consolidata sulle società multinazionali (in Inglese CCTB – Common Consolidated Tax Base). Questa riforma è mirata ad istituire una tassazione unitaria sulle multinazionali, affinché i prodotti fiscali siano ripartiti di paese in paese secondo la reale attività economica di ciascuna filiale. Da molto tempo il gruppo Verdi/ALE aveva proposto tale iniziativa. Ne ho parlato anche mercoledì nell’intervento relativo all’Embraco.
Ecco l’intervento della nostra Eva Joly, Vice-Presidente della Commissione speciale sui Panama Papers e relatrice per il gruppo Verdi/ALE, al dossier:
“L’adozione di questi rapporti costituisce una vera e propria rivoluzione fiscale. E’ tempo di mettere fine alla menzogna secondo la quale le multinazionali sarebbero entità indipendenti da tassare separatamente. La tassazione unitaria impedirà che il trasferimento artificiale di profitti da una filiale all’altra all’interno dell’UE avvenga allo scopo di eludere le imposte.
 
Questo progetto adatta il nostro sitema fiscale alla realtà dei nostri tempi. Anche perchè si tratta del miglior modo per risolvere i problemi legati alla tassazione dell’economia digitale. Con l’aggiunta della nozione di stabilimento permanente “digitale”, i GAFA (ovvero i colossi Google, Apple, Facebook ed Amazon) non verrebbero più tassati solamente secondo la loro presenza fisica sul territorio, ma anche in funzione dei servizi online che essi offrono in un determinato paese ed a seconda dei dati personali che raccolgono. Tutto ciò permetterà di evitare situazioni assurde come quella verificatasi l’estate scorsa, quando il tribunale amministrativo ha annullato la rettifica fiscale di Google, emettendo il giudizio che la filiale francese del colosso era esentasse!
 
Sono rammaricata del fatto che gli eurodeputati liberali e conservatori non abbiano voluto l’implementazione di una base imponibile comune consolidata sulle società. Perchè, in modo tale da porre fine all’aggressiva concorrenza fiscale in Europa, ed evitare una corsa al ribasso peraltro già in corso, è importante che questa riforma fiscale sia accompagnata dall’implementazione di un’aliquota minima. 
 
Questa proposta è stata avanzata sette anni fa! Invito quindi tutti gli Stati Membri a mettersi d’accordo al più presto affinché quest’ambiziosa riforma non venga sotterrata un’altra volta! Nel caso in cui continuassero a bloccarla, faccio appello alla Commissione europea di utilizzare l’articolo 116 del Trattato, che permette di passare in codecisione ed alla maggioranza qualificata degli Stati membri, piuttosto che all’unanimità. La giustizia fiscale richiede coraggio politico”.
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