#TAX – Evasione fiscale, le prime ammissioni dell’Europa

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Il gruppo Verdi/ALE ha accolto positivamente una serie di rapporti della Commissione europea che puntavano il dito contro 7 Stati Membri UE a causa del ruolo da loro assunto nel facilitare l’evasione fiscale. La Commissione ha utilizzato i rapporti nazionali del Semestre europeo per evidenziare le aggressive politiche fiscali di Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi. La Commissione ha inoltre pubblicato uno studio sugli indicatori di pianificazione fiscale aggressiva in tutti gli Stati Membri UE.
Dichiarazione di Eva JOLY, Vice-Presidente della Commissione d’inchiesta sui Panama Papers:
“La Commissione europea ha finalmente riconosciuto il ruolo che gli Stati Membri UE hanno assunto nel facilitare l’evasione fiscale. Perchè i responsabili non sono soltanto paesi esotici e lontani, come Panama e le Bermuda; difatti, il nemico si trova all’interno delle nostre stesse mura. Il gruppo Verdi/ALE afferma da molto tempo che l’UE debba fare ordine tra i propri affari, se desidera essere credibile in materia di giustizia fiscale. Avendo puntato il dito contro i principali interessati, la Commissione oggi corregge un errore commesso dal Consiglio quando si schierò per l’esclusione, fin da subito, dei paesi europei dalla propria lista nera di paradisi fiscali.
I paesi presi di mira devono ai propri cittadini ed all’Unione europea il fatto di prendere le disposizioni necessarie per mettere fine alla propria complicità nell’evasione fiscale. Non accettiamo più il furto di prodotti fiscali tra partner europei.
I rapporti pubblicati oggi confermano l’urgente necessità di una base imponibile comune consolidata per le imposte sulle aziende (ACCIS) – un dossier che sarà votato la prossima settimana al Parlamento europeo. Abbiamo bisogno di un unico insieme di regole per la tassazione degli utili d’impresa che permetta di tassare (le imprese) in funzione del luogo dove realmente si svolge la loro attività economica. Questa riforma in Europa deve andare di pari passo con un’aliquota impositiva minima sulle aziende, con il fine di impedire la corsa al ribasso in termini di tasse sulle imprese”.
Contesto
I rapporti nazionali del Semestre europeo che includono una valutazione delle misure fiscali aggressive: https://ec.europa.eu/info/publications/2018-european-semester-country-reports_fr
Il Parlamento europeo adotterà la propria posizione sull’ACCIS la settimana prossima. Il gruppo Verdi/ALE ha presentato un’emendamento che chiedeva alla Commissione europea di presentare una proposta di legge su un’aliquota impositiva minima delle imprese.
Il nuovo studio mostra come diverse norme fiscali possano essere utilizzate in diversi Stati Membri per facilitare l’evasione fiscale. In molti paesi europei (Belgio, Germania, Ungheria, Lussemburgo e Italia), tutte le grandi imprese hanno almeno una filiale in un paese dove la pressione fiscale è minore (rispetto al paese originario). Tutto ciò dimostra come questi stati siano potenzialmente più esposti alla pianificazione fiscale aggressiva delle imprese che si danno una struttura per approfittarsi delle regole. Inoltre, lo studio sottolinea che le differenti aliquote d’imposta sulle società in UE possono, alla stessa maniera, facilitare la pianificazione fiscale aggressiva.
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