#Elezioni2018 – Il futuro dei Verdi in Italia deve ripartire da zero

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Complimenti a chi in cinque anni in Parlamento non è stato capace di concepire nulla di meglio di questa legge elettorale, che è riuscita nel miracolo di togliere sia la rappresentatività che la governabilità. Ora abbiamo davanti altro tempo perso per il Paese, senza che nessuno dei problemi che lo affliggono venga, nel frattempo, minimamente affrontato e risolto.
Il Movimento 5 Stelle ha lavorato benissimo differenziando la propria comunicazione su vari livelli, garantendo praticamente a chiunque di vedere ciò che più preferisce in un Movimento davvero pigliatutto. La Lega è esplosa, fagocitando anche Berlusconi. Ma è il fatto che la sinistra sia stata rasa al suolo che mi colpisce, e preoccupa, maggiormente, per la possibile perdita di alcuni valori. Il Partito Democratico di Renzi è morto e sepolto: utilizzare la gloriosa storia degli uomini e delle donne da cui ha ereditato un partito di sinistra per traghettarlo a destra ha giustamente condannato lui e quelli che prima di lui avevano fatto qualcosa di molto simile. La classe dirigente ex DS non dovrebbe più farsi vedere. Ma sono convinto che in molte persone la voglia di politiche di sinistra, progressiste, aperte, sociali, ambientaliste ed ecologiste in Italia non sia affatto estinta: semplicemente, nessuno le ha sapute interpretare in maniera credibile.
Per quanto riguarda la Federazione dei Verdi le notizie sono pessime, persino peggio di quanto si potesse pensare. Che l’alleanza col PD fosse suicida, purtroppo, era stato facile prevederlo. Il mio rifiuto di tesserarmi con la Federazione viene anche da questo tipo di scelta. Portare voti ad una coalizione che ha attuato le peggiori politiche contro l’ambiente è stata una scelta infelice e di corto respiro, alla quale mi ero opposto. Avevo cercato, con due distinti eventi lo scorso anno, di aprire il dibattito interno per fare qualcosa di nuovo, ma le decisioni sembravano già prese e la disposizione al dialogo è stata molto scarsa. Credo che ci sia bisogno di un soggetto nuovo, con idee fresche e con prospettive di lungo periodo per rappresentare in Italia le forze ambientaliste ed ecologiste che sono, in tutti i partiti, relegate al ruolo di comprimarie. Noi vogliamo invece un partito che capisca che l’ecologismo è un cambio di paradigma totale, in tutti i campi, dall’economia alla politica estera, dalla giustizia sociale all’ambiente.

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