#NewGmo I nuovi #OGM sono #OGM!

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Le moderne tecniche di mutagenesi, i così detti “nuovi OGM”, sono a tutti gli effetti OGM.

Quest’affermazione, che può sembrare banale, è invece quanto stabilito dalla sentenza della Corte di giustizia Europea.

Ieri la Corte ha infatti pubblicato il parere dell’avvocato generale sullo statuto giuridico della mutagenesi moderna, comprese alcune delle tecniche note come “nuove tecniche di riproduzione”, e il parere è di estrema importanza. Questo parere conferma infatti ciò che la società civile e i Verdi affermano fin dall’inizio: non si tratta di “tecniche di allevamento”, ma di OGM al 100%. Questa è una nostra vittoria contro la vulgata voluta dalle multinazionali che, per non sottostare alle regole sugli OGM, volevano far credere alla pubblica opinione che le nuove tecniche potessero essere escluse da questa classificazione.

Non è tutto oro ciò che riluce, però. Contemporaneamente, infatti, l’ avvocato generale apre la porta all’esonero di alcune di queste tecniche dalla valutazione dei rischi, dalla tracciabilità e dall’etichettatura. Queste potenziali deroghe sono tanto più sgradite in quanto i criteri proposti dal presente parere sono vaghi e controversi, anche all’ interno della comunità scientifica. Ancor più preoccupante è il fatto che, mentre una lunga storia di uso sicuro era stata finora considerata un prerequisito per liberare qualsiasi prodotto dalla mutagenesi nell’ambiente senza una valutazione preliminare dei rischi, l’ avvocato generale ritiene che ciò non sia necessario.

Sarebbe assolutamente sconsiderato e inaccettabile se i prodotti definiti legalmente come nuovi tipi di OGM venissero emessi senza una valutazione del rischio caso per caso e senza etichettatura. Gli agricoltori hanno il diritto di sapere cosa seminano e i cittadini cosa mangiano.

Altrettanto sconcertante è il fatto che l’ Avvocato generale abbia completamente ignorato gli obblighi giuridici internazionali dell’Unione Europea derivanti dal protocollo di Cartagena, volti a garantire la tracciabilità e l’ etichettatura dei prodotti di tutte le moderne biotecnologie. Che senso ha firmare accordi internazionali per poi forzare le regole per non rispettarli?

Ci auguriamo senza dubbio che la Corte di giustizia Europea, la cui decisione finale è prevista per questa primavera, non commetterà gli stessi errori. Ribadiamo inoltre il nostro parere secondo cui i cittadini dovrebbero essere quelli che discutono e decidono quali tecnologie dovrebbero essere autorizzate nella loro società. E questo dibattito essenziale deve ancora svolgersi.

 

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