#OceanAlert – Anarchia, non regionalizzazione

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Oggi purtroppo il Parlamento europeo ha votato a favore del rapporto di Mato sulle misure tecniche per protezione degli ecosistemi marini. Mentre gli eurodeputati dei Greens hanno appoggiato il tentativo – riuscito! – di includere un divieto della pesca con impulsi elettrici, i Verdi hanno votato contro la relazione, che non stabilisce obiettivi comuni a livello comunitario. Il regolamento sarà ora oggetto di negoziati a tre con Consiglio e Commissione. Sempre che la Commissione non decida (come speriamo) di ritirare la proposta

Queste le mie dichiarazioni:

“E’ ridicolo avere una politica comune della pesca senza obiettivi comuni. La decisione adottata oggi significa che gli Stati membri saranno liberi di definire i propri obiettivi. Ciò rischia di far sì che i pescatori che lavorano nel Mare del Nord finiscano per lavorare in condizioni diverse da quelle dell’ Atlantico o del Mediterraneo. Ciò comprometterebbe completamente lo scopo di una politica comune della pesca. Questa sarà anarchia, non regionalizzazione.

Abbiamo bisogno di un sistema semplice e moderno, facile da capire e coerente con la riforma della politica comune della pesca. Invece, il Parlamento ha approvato una serie di condizioni che non costituirebbero un incentivo per migliorare le tecniche di pesca e potrebbero portare a rigetti illegali massicci. Nonostante i tanti emendamenti approvati, il dossier non è per nulla buono.

Se è positivo che la maggioranza degli eurodeputati abbia votato a favore di un divieto della pesca con impulsi elettrici, le proposte nel loro insieme sono così negative che il bilancio complessivo del file è negativo. La Commissione dovrebbe ora abbandonare la proposta. Procedere sarebbe un importante passo indietro rispetto ai significativi progressi compiuti qualche anno fa nella riforma della politica comune della pesca.

Qui la nostra analisi di ieri: http://www.marcoaffronte.it/2018/01/15/dossier-misure-tecniche-un-disastro/

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