#StopFriedFish Fermiamo la pesca elettrica!

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E’ possibile che domani la conferenza dei Presidenti rinvii il voto sul dossier delle misure tecniche, dove è inserito anche il punto sulla pesca elettrica, riportandolo nella sua collocazione originaria, quindi nella Plenaria di Strasburgo di febbraio. Sarebbe una buona notizia per noi che vogliamo il bando totale della pesca con impulsi elettrici.

L’istinto mi dice infatti che la pesca a strascico è comunque di grande impatto ambientale, non sostenibile per definizione. La mia formazione di naturalista e, il mio ambientalismo e il mio rispetto per ogni forma di vita mi impongono di proporre un bando totale della tecnica della pesca con impulsi elettrici, in particolar modo per le conseguenze dannose anche sulle specie viventi catturate by-catch, e non solo sui pesci-target. Ma c’è poi la mia anima scientifica che mi dice: ‘No, Marco, la scienza prima di tutto, le decisione politiche le devi prendere in base alle evidenze scientifiche.’ E in questo caso le evidenze scientifiche non le abbiamo, né in un senso né nell’altro. Ma perché non le abbiamo? Perché sono anni che, nonostante le sperimentazioni, non abbiamo un protocollo scientifico e, qui, c’è qualcosa di strano. Perché in tutti questi anni non l’abbiamo ottenuto? Perché evidentemente questa non è stata una vera sperimentazione scientifica ma l’introduzione di una nuova tecnica di pesca fatta in maniera scorretta. La verità è che questa pesca consente soprattutto di aumentare la capacità di cattura dei pesci piatti su fondali sabbiosi. Ma non abbiamo bisogno di una maggiore capacità di cattura ma di minori impatti! Fermare oggi la pesca elettrica sarebbe importante anche per preservare possibili usi nel nostro Mare Adriatico Settentrionale dove – per le caratteristiche del mare e dei fondali – questo tipo di pesca sarebbe “perfetto” per sfruttare i nostri già sovrasfruttati stock. Dobbiamo quindi impedirlo
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