#FISHWAR – Ancora una nave affondata, l’Europa deve fare qualcosa

E’ di oggi la notizia di una nave, sequestrata ormai cinque anni fa, colata a picco nelle acque libiche. Della guerra del pesce fra Paesi del Mediterraneo, una guerra che in alcuni decenni ha seminato 300 morti, non si parla mai. Eppure esiste e fa tanti danni. Da anni sto cercando, grazie anche alla collaborazione del Presidente del Distretto della Pesca di Mazara del Vallo Giovanni Tumbiolo, di portarla all’attenzione europea. Due anni fa organizzammo un dibattito a Bruxelles con le autorità libiche e tunisine (“Fish War” – qui il video integrale della conferenza: https://youtu.be/mir372LwyeM, in foto un momento della giornata), oggi presentiamo un’interrogazione per richiamare l’attenzione dell’Europa su un’altra zona calda. E’ un’area chiamata del “Mammellone“, pescosissima, fra Tunisia e Lampedusa. Nel Mammellone sin dagli Anni Sessanta si registrano scontri fra pescherecci italiani e tunisini, supportati dalla guardia costiera locale. Purtroppo i vari tentativi di trovare un accordo di gestione sono stati effimeri, e gli scontri hanno portato a vittime e feriti fra i pescatori mazaresi, i più presenti in loco. Secondo noi la Commissione Europea non può restare indifferente ai conflitti nel Mediterraneo e, per l’area del Mammellone, dovrebbe avvalersi dell’esperienza e delle risorse dell’Osservatorio di Mazara del Vallo per una gestione rispettosa delle risorse e dell’integrità fisica degli operatori del mare.
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INTERROGAZIONE SCRITTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA
Considerato che negli anni 1963, 1971 furono siglati accordi di pesca tra Italia e Tunisia relativi al così detto “mammellone”, l’area di mare fra le coste tunisine e Lampedusa. Nel 1973 la Tunisia estese il proprio mare territoriale fino a 12 miglia marine e, per non danneggiare l’Italia, firmò un accordo di pesca (1976), permettendo ai pescatori italiani di operare nel mare territoriale tunisino, fatte salve alcune zone del Mammellone. 
Tale accordo rimase in vigore per tre anni ma non fu rinnovato e nel 1979 l’Italia dichiarò il Mammellone zona di ripopolazione, proibendo la pesca.
Considerando che nel 1988 la marine italiana e tunisina firmarono un accordo di cooperazione per pattugliare tali acque ed evitare dispute, ma che tale accordo non fu mai formalizzato e applicato e che negli ultimi anni il conflitto ha portato alla perdita di 3 pescatori e al ferimento di altri 27 di Mazara del Vallo, unica marineria europea che opera in quella zona, nonché un ingente danno socio-economico.
Considerato il ruolo svolto negli anni dal Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo e la possibilità di avvalersi dell’Osservatorio
Chiede alla Commissione
 – se sia al corrente della situazione e cosa intenda fare.
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