#Glifosato nel cibo? C’è, e non trascuriamo l’effetto accumulo…

Comunque finisca la ‘Glifosaga’, e cioè se il pesticida potrà o meno essere ancora usato sui campi dell’UE (rispetto a quanto annunciato, si vota domani giorno 9 novembre), la decisione non avrà effetto sui prodotti d’importazione. In Europa invece entrano moltissimi prodotti che vengono da campi coltivati con abbondante uso di Glifosato, le cui tracce – ovviamente – restano nel cibo che mangiamo. Ci sono vari studi che indicano il livello di contaminazione riscontrato nei prodotti sugli scaffali dei nostri supermercati, per cui sappiamo che il Glifosato lo mangiamo con la pasta, i biscotti, i cereali della prima colazione, la birra e altri prodotti. Anche se presi singolarmente i livelli riscontrati sono molto al di sotto dei parametri di sicurezza di Legge non possiamo trascurare l’effetto accumulazione nel nostro corpo. Perché ogni giorno mangiamo diversi prodotti contaminati, e così per tutta la vita. Questa settimana ho presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per sollecitarla a spingere per un controllo molto più rigido sulle importazioni e perché non si perda di vista quanto differente sia l’effetto accumulazione anche a seconda del regime alimentare che si segue. E’ ovvio che per chi segue una dieta mediterranea con molta più pasta e derivati del grano il rischio aumenti… E i controlli vanno eseguiti da ogni singolo Stato su tutto il cibo e le materie prime importate.
L’interrogazione è stata cofirmata da altri 19 Europarlamentari del Gruppo Greens/EFA: Heubuch, Lambert, Taylor, Auken, Buchner, Giegold, Marcellesi, Soltes, Engstroem, Rivasi, Hausling, Staes, Scott Cato, Javor e Skrlec.
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Glyphosate is the most widely used herbicide in the world. Both the WHO and the American Cancer Society have warned that it is a probable human carcinogen.

The Canadian Food Inspection Agency safety stated that it found trace amounts of glyphosate in roughly 30% of food products it tested, and residue levels above the recommended limits in 4% of all grain products. According to the IARC, European import contains glyphosate residues in varying levels in a range of foods, with several studies testifying concentrations in pasta (from 0,01 to 0,16 mg/kg), beer (up to 0,03 mg/l), corn flakes and cookies (up to 0,14 mg/kg).

Therefore, on a normal dietary day, a European citizen may ingest glyphosate from various sources (even more if the diet is based on wheat derivatives), triggering a cumulative effect.

Assuming that the Acceptable Daily Intake is 0,5 mg/kg BW * and taking into consideration the European Parliament resolution approved on the 24/10/17 calling for the phase out of the active substance glyphosate:

•             Is the Commission aware of the risks related to the cumulative effects on human body of glyphosate?

•             What steps does the Commission plan to take to address consumer concerns on the pesticide’s presence in the European diet and to ensure sufficient testing and monitoring of glyphosate residues in feed, food and drinks produced in, as well as imported into, the Union, in order to address the current data gap pointed out by EFSA?

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