#Migranti: ecco la riforma di Dublino! Ora tocca agli Stati

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La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo ha votato oggi le riforme del sistema di Dublino, che stabilisce i criteri in base ai quali lo Stato Membro deve esaminare le domande di asilo.


Ancora oggi siamo qui a cercare di rimediare gli errori compiuti da chi approvò il Trattato di Dublino. Quel sistema è stato per anni un tappo irremovibile ad una giusta accoglienza dei migranti, e il suo conclamato fallimento ha comportato un terribile costo umano. Finalmente il Parlamento Europeo dimostra la volontà di rimuovere il vincolo che obbligava a richiedere asilo nel primo Paese UE toccato, cosa che ovviamente ha pesato in maniera terribilmente sproporzionata su pochissimi Stati, fra cui Grecia e Italia. Le nuove misure di delocalizzazione contribuiranno a garantire una più equa ripartizione delle responsabilità in tutta l’ UE, sempre che vengano applicate. In questo senso sarà fondamentale non ripetere il teatrino dei precedenti accordi di ricollocamento, dove quasi nessuno Stato Membro rispettò gli impegni presi. L’indirizzo dato dalla Commissione LIBE oggi è chiaro, e va verso una politica in materia di asilo che rifletta meglio le esigenze dei richiedenti asilo. I legami familiari, i legami sociali e culturali e la lingua possono avere un grande impatto sulla capacità delle persone di integrarsi nella loro nuova comunità. Ecco perché abbiamo insistito affinché si tenesse maggiormente conto dei legami significativi che i richiedenti asilo possono avere negli Stati membri dell’Unione europea e affinché abbiano un peso sul luogo di accoglienza. Adesso spetta agli Stati membri sbloccare i progressi compiuti al Consiglio Europeo, sperando che gli egoismi nazionali non impediscano questa giusta riforma.


Background


Il regolamento Dublino stabilisce i criteri per determinare lo Stato membro competente per l’ esame di una domanda d’ asilo presentata nell’UE. Ecco alcune delle modifiche principali incluse nel compromesso:


– Sostituzione del primo criterio del paese di ingresso con un meccanismo permanente e automatico di trasferimento. Si tratta di una deviazione importante dall’attuale sistema di Dublino. Ciò darebbe la priorità al trasferimento per il ricongiungimento familiare, ai minori, ai richiedenti con precedenti documenti di soggiorno o visti rilasciati da uno Stato membro, ai titoli di studio, alla dipendenza, al patrocinio a spese dello Stato, alla clausola discrezionale e al trasferimento dei richiedenti asilo che non rientrano in nessuna delle precedenti categorie attraverso un sistema automatizzato di trasferimento. Questo sistema consentirebbe al richiedente asilo di scegliere tra i quattro Stati membri che presentano il minor numero di domande di asilo rispetto ad un criterio di riferimento per una distribuzione equa.


– Collegamenti significativi. In tal modo si potrebbe tener conto dei legami significativi del richiedente con uno Stato membro (permessi di soggiorno o visti precedenti; istruzione). Essa prevede inoltre la possibilità per il richiedente asilo di presentare una domanda scritta a uno Stato membro, sulla base di legami familiari, culturali o sociali, competenze linguistiche o altri legami significativi che faciliterebbero l’ integrazione, ma rimarrebbe una decisione discrezionale dello Stato membro.


– Rafforzamento delle garanzie e delle tutele per i minori, in particolare per quanto riguarda l’ informazione e la rapida nomina di un Tutore.


– Procedura più rapida di ricongiungimento familiare. Non appena vi siano indicazioni che il richiedente asilo ha un familiare in uno Stato membro, il richiedente asilo verrebbe trasferito in tale Stato membro. Lo Stato membro ricevente è tenuto a verificare il legame familiare e ad esaminare la domanda.


– Sostituire l’ approccio sanzionatorio con un approccio basato sugli incentivi/disincentivi. La Commissione ha proposto sanzioni di ampia portata per i richiedenti che si spostano irregolarmente in Stati membri diversi dallo Stato membro competente, compresa la revoca delle disposizioni in materia di accoglienza. I compromessi li sostituiscono con un approccio diverso basato su incentivi al rispetto del sistema e disincentivi per dissuadere i “movimenti secondari”.


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