epa03524713 Kiyoshi Kimura (C), president of sushi restaurant chain store operator Kiyomura Co., cuts a 222-kilogram bluefin tuna sold for the record amount of 155.4 million yen (some 1.3 million U.S. dollars) in the New Year's first auction at Tsukiji Market, at flagship store of sushi restaurant Sushizanmai in Tokyo, Japan, 05 January 2013. The successful bid was about three times more than 56.49 million yen paid in last year's auction. EPA/KIMIMASA MAYAMA

Arrivano nuove quote tonno. Il Ministero a chi le darà?

L’ICCAT aumenterà le quote di pesca del Tonno Rosso, e questo aumento sarà molto significativo. La decisione definitiva dell’organismo internazionale di gestione sarà formalizzata il mese prossimo a Marrakech, per cui i numeri ventilati non sono ancora definitivi ma sappiamo che saranno alti.
Ora come ora in Italia c’è solo una domanda che frulla nella testa degli interessati di tutto il comparto pesca  a chi darà le nuove quote il Sottosegretario Castiglione? Ognuno di noi vuole una risposta chiara: pensa di continuare a favorire gli oligopolisti che detengono ora questo ricchissimo mercato, o finalmente farà ciò che è giusto, e cioè ripartirà le nuove quote fra i pescatori artigianali? Secondo noi è assolutamente indispensabile che le nuove quote siano tutte ripartite fra nuovi concessionari, esponenti della piccola pesca. Il Tonno Rosso è una risorsa importantissima che, da solo, può mantenere in vita un’attività, può dare da mangiare ad una o più famiglie. E’ un vero e proprio ammortizzatore sociale vivente, e attualmente l’Italia lo ha invece trasformato in una commodity che ingrassa solo alcune grandi aziende. Le quote, vogliamo ricordarlo, che l’ICCAT stabilisce vengono ripartite a livello nazionale per decisione dei singoli Ministeri, senza obblighi dall’esterno. Non c’è quindi alcun impedimento perché questa nuova risorsa sia data ai piccoli pescatori italiani che ancora non ne beneficiano. A livello di Parlamento Europeo noi abbiamo già votato un emendamento che chiedeva esattamente questo. Inoltre la brutta esperienza avuta sin qui con le quote del Tonno sta pregiudicando anche il lavoro sulle quote Spada e su quelle per Acciughe e Sardine, che sarebbero molto utili: anche chi in linea di principio sarebbe d’accordo con l’introduzione delle quote resta molto perplesso ricordando la grande ingiustizia creata dalla sbagliata ripartizione delle quote Tonno. Questa è l’occasione giusta per correggere tale ingiustizia e per dare respiro al settore e alle famiglie. So che molte ONG sono preoccupate che venga concessa una quantità troppo alta di pescato. I numeri non sono ancora certi, e dobbiamo stare attenti a non gettare il sacrificio di anni per la smania di aumentare troppo questo numero. E’ importante che la decisione sia, ancora una volta, presa sulla base di tutti i dati scientifici di cui disponiamo.
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1 Comment Posted

  1. Salve,un solo tonno di di circa 50/60 kg per un pescatore artigianale puo’ dare da mangiare per un intera settimana a lui e la sua famiglia bisogna assolutamente riflettere nell’assegnazione delle quote del tonno e prendere in considerazione la piccola pesca artigianale con il palangaro che non pescano piu’ di tre quattro tonni al giorno e che oggi sono costretti a gettare a mare anche gli esemplari morti o venderli sotto banco. Credo che sia coerente assegnare anche alla pesca artiginale con il palangaro una quota da distribuire a tutte le imbarcazioni che oggi sono autorizzate alla pesca del pesce spada con il palangaro che pescano accidentalmente anche qualche tonno.

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