Basta ARMI all’Arabia Saudita!

L’Unione Europea deve prendersi la pesante responsabilità di ammettere che il suo export di armi ha delle conseguenze terribili. E’ vergognoso che tanti parlamentari conservatori si rifiutino di riconoscere l’evidente collegamento fra vendita di armi e conflitti in molte regioni dell’Africa e del Medio Oriente. Armi che poi, alimentano anche il terrorismo che tanto diciamo di voler combattere. 

L’illegittima esportazione di armi contribuisce al calpestamento dei diritti umani e alimenta il terrorismo, senza considerare che la credibilità di un’Europa che da un lato dice di combatterlo e dall’altro lo foraggia è ai minimi termini. 

Consideriamo che, assieme, i 28 (ancora) Stati Membri dell’Unione sono il secondo più grande esportatore di armi al Mondo, dietro agli USA. E dove finiscono queste armi? Principalmente in Medio Oriente, dal Dopoguerra la regione più instabile del Mondo: non si tratta certo di due cose scorrelate. Purtroppo la catena è tanto semplice quanto terribile. Le armi sono acquistate dai Signori della Guerra, da qualunque parte essi siano, e finiscono anche in mano ai terroristi. Ciò crea situazioni di scontro continuo in molte Nazioni, obbligando la popolazione civile a spostarsi. Eccoli lì, i migranti che tanto cerchiamo di non vedere di tenere lontani dai nostri confini e dall’Europa. In parte, noi stessi abbiamo contribuito a creare migranti alla radice.

 Purtroppo il problema è sempre la mancanza di controlli, perché le regole non sono rispettate. Ad esempio? Ad esempio tutte le esportazioni verso l’Arabia Saudita dovrebbero essere vietate in base alle leggi vincolanti europee, e invece Germania, Francia e Regno Unito se ne infischiano, vendendo all’Arabia. 

Le armi non dovrebbero essere venduti agli Stati in conflitto, e a quelli che calpestano i diritti umani, o stanno intraprendendo azioni di pulizia etnica (!). E invece l’Arabia Saudita è da anni in guerra contro lo Yemen, in un conflitto che ha – a detta della stessa Commissaria Mogherini – gravi violazioni dei diritti umani da parte dell’AS.

La vendita verso l’Arabia Saudita dovrebbe quindi essere già da tempo bloccata.

Ma mancano i controlli, e un adeguato sistema di sanzioni. Ed è proprio ciò che esigiamo.

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