Professional pediatrician vaccinating baby, close up; Shutterstock ID 441483010; PO: novembre

VACCINI, come la penso

La definitiva approvazione del Decreto-Lorenzin sulle 10 vaccinazioni obbligatorie ha visto il rinfocolarsi di un dibattito che non s’è mai davvero spento e la cui virulenza ha potuto sperimentare chiunque abbia anche solo accennato al tema, per esempio sui social.

La mia posizione personale parte dalla speranza che ormai non ci sia dubbio almeno sul fatto che i vaccini siano un’importante arma contro alcune terribili malattie<, e che sia giusto usarli. Se, poi, queste armi possono essere migliorate ulteriormente, ben venga: ne dibatta la comunità scientifica, si faccia ricerca, si migliorino. Ma non si buttino tesi non scientifiche in piazza, come fece fraudolentemente Wakefield – che ricordo è stato condannato al di là di ogni dubbio per la sua frode – creando confusione e panico. Fare passare l’idea che siano più i danni che i vantaggi è estremamente pericoloso perché l’effetto-fiducia crolla, e a farne le spese sono i più deboli. La discussione sull’obbligatorietà o meno dei vaccini è quasi subito sconfinata in una lotta fra PROVAX e NOVAX, e spesso questi ultimi hanno usato la richiesta di libertà di scelta come cavallo di troia per riproporre teorie fantasiose e antiscientifiche.

La questione è comunque complessa e difficile e vi si intrecciano un piano medico, un piano economico, e un piano politico – ognuno dei quali merita considerazioni differenti anche perché razionale ed irrazionale, paure e speranze, sono sempre in conflitto quando si parla di salute.

Sul piano medico credo che senza ombra di dubbio i vaccini siano una grandiosa conquista della medicina e che il loro uso abbia innegabilmente portato enormi benefici in termine di salute globale per l’umanità. Se sono migliorabili, qualcuno avanza l’ipotesi che non siano perfetti, credo che sia giusto che i Ministeri di ogni singolo Paese spingano ad un approfondimento scientifico le case farmaceutiche. Le rarissime reazioni indesiderate sono proprie di qualunque medicamento, anzi – di qualunque azione umana: sempre ci sono rischi a fronte di benefici. E, nel caso dei vaccini, i benefici superano di gran lunga i rischi. I dati AIFA recentemente rivelati da Codacons in realtà confermano quanto sto dicendo: nel triennio 2014-2016 in Italia ci sono state 5 morti sospette per vaccini obbligatori (e per sospette si intende che le indagini sono ancora in corso, e che non è affatto detto che sia colpa del vaccino) di bimbi nati prematuri e vaccinati prima della decima settimana. Una situazione già piuttosto rischiosa di per sé dato che tali vaccini vengono somministrati nel periodo in cui i neonati possono essere afflitti dalla sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). In altre parole, le morti per SIDS avvengono in coincidenza con il periodo di vaccinazione e si sarebbero verificate anche in assenza di vaccinazione. Cinque casi su circa un milione e mezzo di bambini rappresenta lo 0,000003%: è ovvio che ognuno di questi casi è un dramma personale e familiare durissimo, un dolore che nessuna statistica positiva può lenire, ma nell’ottica del bene comune si tratta di una percentuale bassa. Sempre i dati Aifa/Codacons parlano di 21.658 reazioni negative indesiderate di varia entità legate a diversi vaccini, 3.551 casi dei quali da vaccino esavalente. Si tratta di percentuali basse: lo 0,014% e lo 0,002%. Se è possibile organizzare le indagini pre-vaccinali, il Ministero dovrebbe farlo. Da questo punto di vista credo l’obbligatorietà vaccinale debba essere attentamente valutata: in casi di immunodepressione o immunodeficienza, anche lieve o transitoria, la somministrazione potrebbe avere conseguenze negative. Per cui sarebbe meglio prima verificare la condizione generale del vaccinando, e poi somministrare i vaccini solo a chi è in grado di reggerli. Altrimenti, procedere nel tentativo di ripristinare le corrette difese immunitarie (ove possibile!) prima di vaccinare.

Sul piano economico non c’è dubbio che le case farmaceutiche dovrebbero garantire l’accesso anche ai vaccini singoli: non è giusto che sia reperibile quasi solo l’esavalente, e che sia invece complesso trovare i quattro (che erano obbligatori fino all’altro giorno) in dosi separate. In questo senso trovo corretta la denuncia del Codacons che, anni fa, parlò di uno spreco di denaro pubblico. Spreco, aggiungo io, al quale si aggiungeva una contrazione dei diritti del cittadino, non libero di scegliere se fare anche i due vaccini “extra”. Naturalmente anche i 6 “nuovi” vaccini dovranno – ora – essere gratuiti per i cittadini: per questo motivo è dovere del Ministero contrattare il miglior prezzo possibile con i produttori e, come detto, adeguate indagini pre-vaccinali. Credo che da questo punto di vista la copertura economica possa diventare un problema e che sarebbe necessaria la massima trasparenza da parte del Ministero sugli acquisti delle forniture. Non sono ottimista su questo punto, sul quale invece sì che sarebbe necessario e utile fare una forte pressione sul Ministero.

Il piano politico è il più preoccupante per la pochezza con la quale si sta affrontando il tema. Sui vaccini si è instaurata una lotta dove i partiti cavalcano un’onda o l’altra a seconda della convenienza: si liscia il pelo ai NO VAX e ai SI VAX, seguendo il vento come bandierine e mantenendosi volutamente ambigui. Sappiamo tutti, ad esempio, quanto il M5S abbia contribuito a diffondere le fraudolente teorie di Wakefield sul legame autismo-vaccinazioni, così come abbiamo visto poi la retromarcia (“il M5S è per la massima copertura vaccinale”, un post di rara confusione). Percorso diverso per il PD, da sempre fulgido esempio di partito “di lotta e di Governo”. Così, mentre alcuni parlamentari in varie legislature presentavano proposte anti-vaccinali, il Governo targato PD prendeva la decisione: dodici (12!) vaccini obbligatori e amen, calati poi a 10. Anche qui, non è chiaro quali evidenze scientifiche avessero indotto alla scelta di 12 vaccini, se poi nel giro di poche settimane sono scesi a 10. Uno dei punti più deteriori del Decreto è proprio il metodo coercitivo attraverso il quale far passare una decisione così controversa. Un’informazione corretta, bilanciata, trasparente avrebbe forse consentito agli italiani di fare la scelta giusta in scienza e coscienza. Le motivazioni per arrivare almeno a valutare l’obbligatorietà c’erano e ci sono. La stessa OMS ha sostenuto la mossa del Governo così come, ad esempio, l’Accademia dei Lincei, che afferma che «l’obbligo vaccinale per l’accesso scolastico è una strategia da prendere in considerazione, specie in situazioni emergenziali, al fine di proteggere i bambini e i ragazzi più fragili, in particolare gli immunodepressi, che non possono essere protetti altrimenti.»

A questo punto, restano due fatti contrapposti: le percentuali di vaccinazione, in Italia, stanno scendendo a livelli ben sotto la soglia di guardia, frutto di superficialità e scarse o inesistenti campagne di informazione e di rinforzo della fiducia nei vaccini. Ma, d’altra parte, l’obbligatorietà vaccinale ha dimostrato, in altri paesi, di non essere sempre efficace e anzi di alimentare ancora di più scetticismo e resistenze verso i vaccini. Torniamo all’informazione, dunque. Sarebbe servita e ancora servirà una campagna che portasse a convincere la stragrande maggioranza dei cittadini dell’utilità di una politica vaccinale coerente con la scienza e una società moderna. Non possiamo più permetterci ignoranza e disinformazione. O dobbiamo dedurre che ci credono tutti stupidi? Perché in altri Paesi altrimenti con la libera scelta la copertura vaccinale non è calata sotto i livelli di guardia dell’OMS? Si poteva e si doveva fare di più (leggi ad esempio: http://www.valigiablu.it/decreto-vaccini/) Purtroppo da noi però la politica non ha voluto fare informazione, ma solo sfruttare un tema molto sentito per una battaglia elettorale, l’ennesima, sulla pelle dei cittadini (e sul loro portafoglio). Il risultato è che chi già si faceva vaccinare continuerà a farlo, e gli altri invece scendono in piazza, protestano, urlano e si sentono vittima di un sopruso. In generale, quindi, la consapevolezza sul tema non è affatto aumentata, la fiducia nella politica è calata e la conflittualità è cresciuta. Chapeau.

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1 Comment Posted

  1. Percentuale accettabile di danneggiati? E’ una affermazione che uccide ogni rispetto della vita e della libertà individuale. Ricordo che precedentemente la Corte Costituzionale sentenziò che nessuno può essere costretto a rischiare la propria vita per il presunto bene comune senza il suo consenso, anche se in previsione di legge. E come lo prevede anche la Convenzione di Oviedo. Finchè i vaccini, farmaci, avranno il rischio di controindicazioni, anche gravissime, ogni obbligo ha odore di autoritarismo parafascista. Si vuole ribaltare il senso stesso della malattia, una volta si isolavano i malati, adesso gli untori sono i sani non vaccinati? Mentre, invece, gli immunodepressi devono temere di più i vaccinati che, come da indicazioni dei bugiardelli, dovrebbero evitare per 6 settimane di entrare in contatto con loro… ma per piacere!

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