Discariche abusive: 102 o 58? Pagano comunque i cittadini

Vi ricordate la questione delle DISCARICHE ABUSIVE? Ne abbiamo parlato varie volte e oggi si aggiunge una nova puntata. Sul sito delle infrazioni Ue per mesi la lista delle discariche in infrazione comunitaria non è stata aggiornata, da dicembre a maggio solo silenzio. Poi abbiamo inviato una richiesta e, per una straordinaria coincidenza, la lista (pur se in incredibile ritardo) è stata pubblicata. Ma… Sorpresa! Riporta ancora 102 situazioni da sanare e multe milionarie. Ma per l’Italia, invece, i siti da bonificare sono solo 58… Come mai?

Dovremmo chiederlo alla Commissione stessa.

Di questo passo ci vorranno ancora anni per bonificare queste 102 discariche, e intanto il ‘conto’ dell’infrazione sale. Alla fine la cifra potrebbe sfiorare i 300 milioni di euro di sole multe, più i costi di bonifica. E dobbiamo anche considerare che alcune discariche sono uscite dalla lista ma sono lontane dall’essere sicure: è il caso della Ex-Razzaboni di San Giovanni in Persiceto (BO), per la quale sono stati stanziati, ma non ancora erogati, altri 4 milioni di euro per una vera bonifica dato che parte dei rifiuti è solamente coperto con un telone… Con una nostra interrogazione dello scorso autunno facemmo notare alla Commissione che ogni giorno la stampa portava alla luce nuovi casi di discariche abusive in tutta Italia, anche di rifiuti pericolosi. Potevano entrare in lista? No, fu la risposta della Commissione, ma si sarebbe avviato un dialogo con l’Italia in caso di segnalazioni. Intanto l’Italia ha però pubblicato una sua lista (strano, perché la Ue compila la propria su indicazione del Paese Membro) che cita ‘solo’ 58 siti da bonificare (www.reteambiente.it/normativa/29032/delibera-consiglio-dei-ministri-24-marzo-2017/) e nomina Giuseppe Valdalà dell’Arma dei Carabinieri come Commissario Straordinario. Nella lista italiana sono “scomparse” 17 discariche in Abruzzo, 4 in Calabria, 14 dalla Campania, 4 dalla Sicilia, 1 da Lazio e Veneto, e quelle di Umbria e Marche; mentre restano invariate Puglia e Toscana. Qual è, dunque, la lista corretta e aggiornata? Perché la Commissione ha tardato cinque mesi a pubblicare la propria, se quella italiana era pronta? Le 44 discariche sparite sono bonificate? E noi, che sanzioni pagheremo? Tutte domande che faremo alla Commissione Europea con un’apposita interrogazione. Ricordiamo ancora che c’è un fascicolo aperto della Corte dei Conti della Campania sul danno erariale per le discariche, e che non sarà l’unico ad essere aperto. Questa vicenda puzza da cima a fondo, e a farne le spese sono la salute e il portafoglio dei cittadini.

QUI L’ELENCO COMPLETO AGGIORNATO AL QUARTO SEMESTRE: www.marcoaffronte.it/wp-content/uploads/2017/05/List_of_landfills_fourth_semester.pdf

LA VICENDA

La Commissione Europea ha messo sotto osservazione l’Italia sin dal 2003 a causa delle molte discariche abusive sparse sul territorio nazionale. Poi nel 2007 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia una prima volta per quasi 300 discariche. Nel 2012 la situazione non era molto cambiata: 252 discariche. Non avendo ottemperato alle richieste di bonifica dei siti, nel 2013 la Commissione Europea presentò un nuovo ricorso contro l’Italia, che portò – nel dicembre 2014 – la Corte di Giustizia a condannare il nostro Paese al pagamento di una multa complessiva di 42 milioni di euro all’anno per 198 discariche abusive. Dalle 198 discariche del dicembre 2014 eravamo passati a 185 a luglio 2015, con appena 13 situazioni sanate. A metà 2016 ne restavano 155, ora sono 102. Di questo passo ci vorranno ancora anni a sanare le situazioni, senza contare che ne emergono ogni giorno di nuove. E il “conto” dell’infrazione sarà fra i 250 e i 300 milioni di euro.

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