Il condono permanente

di Sauro Turroni

Opere abusive: che non si esageri con le demolizioni, anzi… I giudici cessino di disporle!Arriva il nuovo condono perenne con i voti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia (e non solo…)

Da sempre la trasversale alleanza dei sostenitori dei condoni edilizi cerca di favorire ancora di più coloro che restano imperterriti e impuniti nelle case abusive. Non è frequente che i Sindaci acquisiscano gratuitamente, come imporrebbe l’art.31 del DPR 380/2001, l’edificio abusivo ma nemmeno lo demoliscono!

Dopo i Sindaci la legge prescrive che siano i Giudici, con la sentenza di condanna per il reato di abusivismo edilizio, ad ordinare le demolizione delle opere (se ancora non siano state altrimenti eseguite).

Allora cosa ha pensato bene di fare l’allegra compagnia degli amici degli abusivi, che ovviamente da destra a sinistra non conosce defezioni e comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Forza Italia? Impedire a quei pazzerelloni di giudici di disporre con troppo rigore gli abbattimenti. Hanno perciò approvato il 12 aprile in commissione al Senato un testo già approvato alla Camera, che di fatto è un nuovo condono mascherato e la contestuale abolizione delle demolizioni se le case sono abitate. Il 18 maggio il PdL sarà in aula per il voto finale (qui un approfondimento tecnico).

E dunque con un testo assolutamente TRI-partisan hanno aggiunto al comma 6 dell’ articolo 1 del Dlgs 20 febbraio 2006, n. 106  che detta le Disposizioni in materia di riorganizzazione dell’ufficio del pubblico ministero, costituito da sole 3 lettere che riguardano l’organizzazione degli uffici e  le assegnazioni delle indagini, un elenco incredibilmente lungo di criteri che riguardano le presunte priorità per le demolizioni.

E’ nella parola priorità che si nasconde il condono permanente. D’altro, si sa, il diavolo si nasconde nei dettagli.

Si tratta di vere e proprie agevolazioni agli abusivisti: le modifiche alla legge stabiliscono che dovranno essere prioritariamente demoliti gli edifici non ancora terminati e non stabilmente abitati, sia che siano indifferentemente in zone tutelate, sia che costituiscano pericolo per la pubblica incolumità, sia perfino che siano di proprietà di esponenti della criminalità organizzata sottoposti al 41bis. Ma NON SE SONO ABITATI STABILMENTE! In questo caso infatti, prima della condanna definitiva, ecco che la demolizione passa in coda e di fatto viene rinviata sine die.

Si tratta di un provvedimento vergognoso, che FI, PD e soci del M5S giustificano con la solita favoletta degli “abusi per necessità” ma che non ha nessun riscontro con la realtà che ha visto invece proprio la criminalità protagonista dell’abusivismo edilizio e che va contro ogni principio di legalità e di buon governo del territorio.

Quello che si è cercato di fare con questa norma ha dell’incredibile: si pretende che il Procuratore della Repubblica intervenga di fatto in ogni singolo processo stabilendo di fatto in che modo le disposizioni per sanzionare un reato debbano essere applicate, disponendo che deve darsi priorità alla demolizione degli scheletri e  degli edifici non abitati.

Che vuol dire priorità? In ogni processo penale il giudice deve disporre l’abbattimento dell’opera abusiva, che sia abitata o no: si tratta della sanzione aggiuntiva alla condanna penale.

In realtà quello che si pretende è che il Procuratore detti disposizioni in base alle quali in giudice non applichi quella parte della pena – sanzione che consiste proprio nella rimozione dell’abuso.

Insomma un nuovo condono edilizio permanente, perfettamente in linea con la nostra tradizione.

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