Perché i ghiacci vanno tutelati

Secondo un nuovo studio, il cambiamento climatico potrebbe provocare la sparizione di altri 4 milioni di chilometri quadrati di permafrost per ogni grado di innalzamento della temperatura.

Si tratta di una superficie grande oltre 10 volte l’Italia intera!

La stima la fa il giornale Nature Climate Change, e rivede al rialzo i numeri di circa il 20% rispetto agli studi precedenti. Che quindi comunque non erano particolarmente ottimistici.

In ogni caso, anche se dovessimo riuscire a rispettare gli accordi di Parigi e limitare entro i 2 gradi l’aumento della temperatura media (rispetto ai livelli pre-industriali, non dimentichiamolo!) secondo lo studio circa 6 milioni di chilometri quadrati di ghiacci permanenti sono destinati alla sparizione. Si tratta di una superficie pari a oltre mezza Europa.

Ancora più tremendo lo scenario nel quale non dovessimo riuscire ad invertire la rotta del riscaldamento globale, continuando ad inquinare come nulla fosse: con 6 gradi in più sparirebbero i ghiacci, e le conseguenze sarebbero davvero drammatiche e – quasi – inimmaginabili.

Più permafrost si perde, infatti, più metano viene rilasciato e quindi si innesca un circolo vizioso, perché il metano è a sua volta un gas serra. Alcuni terre perderebbero consistenza, diventando più blande e aumentando la loro tendenza all’affossamento, con enormi danni a strade ed edifici. Si tratta di uno scenario apocalittico difficile persino da tracciare. E’ quindi assolutamente necessario riuscire almeno a raggiungere gli obiettivi di Parigi, stare ben al di sotto il grado e mezzo di aumento di temperatura, per cercare di mantenere un equilibrio fra acqua, terra e ghiaccio sul nostro Pianeta. Pensate che se il riscaldamento si dovesse contenere entro 1,5 °C, la perdita di ghiaccio permanente dovrebbe essere circa un 30% in meno rispetto ad un riscaldamento medio di 2°C.

 

Gli studi dicono che, intrappolato nei ghiacci del permafrost, c’è una quantità di gas enorme, circa due volte quella che è attualmente libera nell’atmosfera: questo significa che lo scioglimento libera enormi quantità di gas che influiscono sul clima, facendo aumentare le temperature. Per questo è necessario proteggere il ghiaccio, ed evitare la dispersione di altro gas-serra. Purtroppo molti uomini senza scrupoli vedono lo scioglimento come un’opportunità di catturare e usare quel gas, il che fa scattare quello che abbiamo chiamato “il paradosso dell’Artico”: più si scioglie, più qualcuno vede il business, più business si fa, più si scioglie. E invece il suo scioglimento dovrebbe essere un potente campanello d’allarme per tutelarlo al massimo!

Lo studio è diverso dai precedenti, perché si basa sull’analisi di dati scientifici storici raccolti sul campo, e non sull’elaborazione di modelli. Ci sono pareri contrastanti su quali siano i più efficaci e precisi, ma sono tutti concordi su un punto: il permafrost va salvato, i cambiamenti climatici esistono e vanno rallentati, o sarà – presto o tardi – uno sfacelo.

 

(la foto è di Luca Bracali)

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