Amianto, perché ci giriamo di là?

La tremenda indagine dell’ASL presentata ieri ribadisce un fatto che è impossibile ignorare: di amianto si muore ancora, e tantissimo, non solo sui luoghi di lavoro. Quasi 500 morti in un anno, stima per difetto secondo gli stessi ricercatori, solo a Bologna. Un numero enorme. Purtroppo il problema non trova mai adeguate risposte politiche. Inizia dodici anni fa la non-lotta della Regione Emilia-Romagna contro l’amianto con la mappatura-farsa del 2005 costata allora 250.000 €. Per eseguire il censimento la Regione inviò 4133 comunicazioni, ottenendo appena 1533 risposte, poco più del 37%. Se ne deduce che i due terzi delle possibili situazioni di rischio non sono censite. Perché? Perché non vi erano obblighi o sanzioni, e la Regione non si premurò di esigere risposte da tutti. Eppure nella stragrande maggioranza delle risposte pervenute venne rilevata presenza di amianto (gli edifici con amianto risultarono 1198), a seguito delle segnalazioni e dei controlli. Questo potenzialmente potrebbe significare che ci sono altri 2000 siti contaminati di cui la Regione non ha contezza, per una semplice proiezione statistica spannometrica. Potrebbero esserci altri 25/30 gli edifici in classe 1. Al sondaggio risposero solo il 53% delle scuole, il 51% degli ospedali, il 40% dei supermercati, il 32% delle biblioteche, il 25% degli impianti sportivi e il 24% dei luoghi di culto. Possiamo arrischiarci a pensare che il nostro territorio sia ben lungi dall’essere bonificato anche se in questi giorni dovesse uscire l’aggiornamento della mappatura o se entro tre o quattro anni quei 1198 edifici dovrebbero essere bonificati. Di esempi di come fosse poco più che un esercizio di stile ne abbiamo avuti a bizzeffe, come ad esempio le scuole di Parma: la mappatura ne riportava 3 contaminate, l’amministrazione Pizzarotti ne ha invece dovute bonificare 11. Oppure le molte fibre scoperte negli edifici della Bassa, a seguito del terremoto del 2012. Purtroppo la Regione tira dritto, continua con la litania di ‘abbiamo bonificato X edifici quest’anno’ (la mappatura NON è aggiornata da un anno quando invece dovrebbe essere semestrale) e ogni tanto approvano un qualche incentivo, sacrosanto ma non sufficiente, per la bonifica degli edifici privati… Ma sono quelli pubblici ad essere ancora a rischio! E sono tanti! Il tema è completamente sparito dai radar della Giunta Regionale, i Consiglieri non fanno pressione… Sembra che non interessi a nessuno che i nostri bambini vadano a scuola in edifici con amianto, che forse facciamo sport in palestre con amianto, che magari la domenica andiamo a Messa in Chiese con amianto… Possibile che non si voglia mettere in piedi un piano serio di spesa pubblica per la bonifica totale del territorio?
MARCO AFFRONTE

 

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