Plenary session week 18 2015 in Strasbourg - Multiannual plan for the stocks of cod, herring and sprat in the Baltic Sea and the fisheries exploiting those stocks

Pesca, il nuovo regolamento sui dati

1Shares

Giovedì 16 il Parlamento Europeo ha approvato a grande maggioranza (535 SI, 38 NO, 48  astensioni) il nuovo regolamento per la raccolta dei dati di pesca (Data Collection Framework, DCF) dopo che già a dicembre in forma informale Parlamento e Consiglio avevano raggiunto l’intesa.

Questo regolamento è importante perché costruisce la struttura per raccogliere dati scientifici legati alla pesca. Tutte le decisioni politiche che l’Unione Europea prende e che riguardano lo sfruttamento di risorse naturali, come la pesca, devono essere basate su solide valutazioni scientifiche: come stanno gli stock? quanto pesce c’è? quanto ne possiamo pescare senza danneggiare la risorsa? Per avere queste valutazioni, servono i dati. Questo regolamento costruisce le basi per una raccolta dati appropriata.

La Commissione Europea stabilirà un Piano Multiannuale per la raccolta dati e la loro gestione ed elaborazione considerando anche il rapporto costi/benefici di un database sicuro e affidabile e cercando di evitare la duplicazione dei dati stessi.

Siamo anche riusciti ad ottenere che questa raccolta dati venga allargata ad altri settori che impattano sugli stessi ambienti e sulle stesse risorse: parliamo della pesca ricreativa e dell’acquacoltura. Quando valutiamo lo stato delle risorse dobbiamo tenere presente anche di quanto incidono queste attività, che impattano sulle stesse risorse sia nelle acque UE che fuori.

Il “Settore Pesca” dovrà essere considerato come un sistema unito, e non solo nella sua sfaccettatura commerciale.

Attualmente i dati sono raccolti su base nazionale e “stoccati” dentro database anch’essi nazionali. Sarà ancora così, nel senso che gli Stati Membri avranno un certo margine operativo per stabilire dei piani su scala nazionale, ma dovranno farlo dentro l’ambito del DCF, ovviamente. Abbiamo ottenuto che si creino dei database regionali, in modo da avere dati più ampi e confrontabili tra loro. Ad esempio, per valutare le risorse adriatiche non ha senso valutare singolarmente quelli di ogni nazione, ma l’ideale è avere un contenitore di dati, raccolti con le stesse modalità, che contenga gli input di Italia, Slovenia e Croazia (e magari anche Montenegro e Albania), per capirci. Ciò sarà possibile grazie ai Gruppi di Coordinamento Regionale, per ogni regione marina. Saranno formati da esperti indicati da ogni stato interessato e potranno anche proporre i piani di raccolta, che saranno valutati dalla Commissione UE.

Abbiamo anche voluto che questi dati fossero poi a disposizione di tutti: istituzioni, ricercatori, associazioni ambientaliste e chiunque sia interessato a studiarli e valutarli.

Siamo contenti di aver ottenuto, dopo un lungo lavoro, un buon report che ci aiuterà a fare migliori politiche di pesca. Non si possono prendere buone decisioni senza poter contare su dati affidabili, e questa cornice legislativa ci consentirà di averli. E’ stato un duro lavoro per raggiungere l’obiettivo, ma non è ancora finita perché ora dobbiamo applicare in ogni singolo Stato Membro questo regolamento in maniera efficace. Questo rapporto, unico a quello sulle misure tecniche sul quale sto lavorando, rappresenta la base per una pesca più giusta e sostenibile.

Il percorso del regolamento:

http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2015/0133(COD)&l=en

Testo concordato (punto 14):

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201701/PECH/PECH(2017)0125_1P/sitt-4130121

1Shares

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*