Il paradosso dell’Artico

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Già nel 2008 e nel 2012 l’Unione Europea aveva cercato di portare l’attenzione sulla necessità di un’agire comune a tutela della Regione Artica. Danimarca, Finlandia e Svezia, come membri Ue, sono particolarmente interessate alla zona, ma l’Artico è essenziale per il Mondo intero per l’equilibrio del Pianeta. E’ chiaro quindi che l’opera di tutela – che per alcuni dovrebbe essere TOTALE – si scontri con gli interessi di sfruttamento che una zona così vasta e sostanzialmente inesplorata può celare.

Io credo che sia assolutamente assurdo che l’umanità, dopo aver compromesso il clima terrestre con politiche aggressive e menefreghiste nei confronti del clima e della Terra, pensi ancora di sfruttare quest’ultima regione, anziché tutelare e proteggerla con le unghie e con i denti dagli assalti di chi vuole comprometterla.

IL PARADOSSO è che gli scioglimenti della calotta polare, dovuti appunto al nostro “sforzo” distruttivo, anziché essere interpretati come un pesantissimo segnale di allarme sono visti, da qualcuno – da troppi – come una nuova opportunità di business!!!

Il report è buono, l’abbiamo votato con convinzione. Già aver pensato ad un’operazione di tutela comune come Unione Europea è un passo avanti. Sono state identificate aree specifiche di intervento, ma sicuramente ci vorrà maggiore coordinamento fra le politiche interne alla UE e quelle esterne. La Ue deve ritagliarsi un ruolo primario nella tutela dell’Artico, sia in protezione della biodiversità ma anche per raggiungere l’obiettivo di non superare il +1,5°C di aumento di temperatura globale da qui al 2100 (obiettivo di Parigi). Per farlo si dovranno realizzare enormi aree di tutela, sia sul ghiaccio che in mare, e sarà necessario farle rispettare. Questo non significherà bloccare qualunque attività, specialmente per i residenti cui non si può bloccare la vita, ma senz’altro sottoporla a rigidi controlli di compatibilità ambientale con una zona che merita un rispetto speciale.

Questo riguarda soprattutto la pesca: prima di avviare qualunque attività saranno necessari studi preventivi sullo stato degli stock e monitoraggi continui anche nelle Zone Economiche Esclusive. La pesca industriale, anche a strascico, dev’essere vietata nelle aree dove ora non si pesca. e si prevede di porre sotto tutela almeno il 10% delle aree marine.

Abbiamo chiesto un bando TOTALE delle attività estrattive e di ricerca degli idrocarburi. Stiamo andando verso un’energia rinnovabile, no? Dunque è assurdo pensare di porre in pericolo il delicato sistema artico per cercare qualcosa di cui dobbiamo saper fare a meno. Siamo riusciti ad ottenere che nel report si evidenziasse la necessità assoluta di rendere l’UE indipendente energicamente ma attraverso le energie rinnovabili.

Per fare tutto questo, e molto altro a tutela dell’Artico, la UE dovrà essere brava a dialogare con Russia e USA.

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