Rimini: CEIS o ANFITEATRO, se ne parli!

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Sono contento di aver toccato con mano il grande interesse che il futuro dell’Anfiteatro Romano e del C.E.I.S. suscita nei cittadini riminesi. La sala era stracolma: grazie a tutti quelli che hanno scelto di passare un venerdì sera ad informarsi partecipando alla serata-dibattito alla Cineteca Gambalunga dal titolo ‘C.E.I.S. O ANFITEATRO: SCELTA OBBLIGATA?

Abbiamo avuto una chiara disponibilità dal Direttore Giovanni Sapucci, che s’è detto ‘a disposizione delle scelte della città‘ e un forte interesse a valutare possibili soluzioni da parte del Comune, rappresentato dall’Assessore Massimo Pulini che ha ammesso come siano mancati i momenti di confronto diretto con i cittadini, prima di quello di ieri sera. Non possiamo che auspicare, quindi, che adesso sia proprio il Comune a favorire altri incontri con la cittadinanza, per un dibattito serio e informato come quello appena avuto. Grazie all’introduzione storica di Alessandro Di Leva e alla relazione dell’aspetto archeologico della Professoressa Cristina Ravara Montebelli chi è venuto ha potuto capire cosa significherebbe dissotterrare quanto rimasto coperto dell’Anfiteatro Romano e cosa implicherebbe anche in termini di gestione oltre – naturalmente – alle potenzialità. Grazie al contributo tecnico di Andrea Pignatti, esperto di fondi europei di InEuropa, abbiamo potuto capire come i progetti europei, e i relativi contributi, possano aiutare una seria progettazione di un nuovo assetto dell’Anfiteatro e del C.E.I.S. e avviarne i lavori.

Ci sono tutti gli ingredienti (interesse dei cittadini, apertura mentale dei soggetti interessati, possibilità economiche e logistiche) per ipotizzare una nuova sistemazione che naturalmente preservi, oltre al patrimonio culturale millenario, anche quello più recente rappresentato dall’esperienza educativa del Centro Educativo Italo Svizzero. Il lungo dibattito, molto acceso, seguito agli interventi dei relatori fa capire che la questione è una ferita aperta per i riminesi: non si perda il momento propizio per curarla attraverso il dialogo.

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