I pescatori protestano, dobbiamo ascoltare e agire

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Questa mattina ero presente per ascoltare la protesta dei pescatori organizzata al Porto di Rimini perché il loro malcontento va ascoltato. Io lo faccio continuamente: di primo mattino avevo incontrato alcuni vongolari di Rimini, la scorsa settimana a Roma ho riunito gli operatori del settore, quella precedente nel mio ufficio ho ricevuto una rappresentanza da Marche, Abruzzo e Molise. Credo che l’esperienza degli operatori del mare sia essenziale per elaborare adeguate politiche del settore. In merito alla Legge 154 credo che le motivazioni della protesta siano ben fondate. Le sanzioni sono sproporzionate, draconiane, e non aiutano affatto ad ostacolare la pesca illegale: quella si combatte coi controlli. Sulle Quote Tonno ho detto varie volte che il pallino ce l’ha in mano il Ministero di Roma, non c’è responsabilità di Bruxelles nella scelta: è l’Italia a doverle ripartire equamente, e c’è la possibilità di influire sulle scelte del nostro Ministero. Trovo davvero bizzarro che Tiziano Arlotti del Partito Democratico si affanni a presentare atti contro cose che ha fatto il Governo che ha il suo stesso colore politico. Ma d’altronde il Partito Democratico è così. Per sopravvivere deve prendere da tutte le parti, ed è di lotta e di governo allo stesso tempo. Ora comunque abbiamo fra le mani un dossier molto, molto importante: quello delle misure tecniche. Il Regolamento che ne scaturirà riguarderà tutta la pesca, gli attrezzi, le misure,… Nessuno sarà escluso. Sarà un quadro normativo che semplificherà moltissimo le regole, lasciando spazio alla regionalizzazione. Abbiamo tempo per lavorarci bene assieme, è un’occasione da non perdere.

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