Nuove regole per le imbarcazione UE in acque straniere

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Il Parlamento Europeo ha approvato oggi un nuovo regolamento per prevenire il sovrasfruttamento delle risorse marine.

Gli Eurodeputati hanno supportato il lavoro della rapporteur, la collega Linnéa Engström, che fissa nuovi standard per la pesca dei vascelli battenti bandiera europea al di fuori delle acque EU. Le misure adottate saranno molto più stringenti per quanto riguarda le autorizzazioni di pesca e la necessità di dimostrare la sostenibilità delle catture richieste per il pescato al di fuori delle acque continentali.

Secondo Linnéa Engström è stato fatto un grande sforzo per prevenire l'”overfishing”, cioè un eccesso di pesca. Essendo le flotte europee protagoniste della pesca nei mari di tutto il mondo, certamente avere regole più chiare e trasparenti dovrebbe poter prevenire spiacevoli episodi. Sicuramente erano necessarie misure che dessero anche gli strumenti legali per perseguire i vascelli europei fuori dalle acque UE altrimenti… Altrimenti potrebbe succedere come per gli Armadores Vidal. Ecco il mio intervento in aula:

Molti anni fa, la Spagna ha adottato una legge che ha assicurato che le disposizioni della CFP (Politica Comune di Pesca) fossero applicate alle proprie imbarcazioni, ovunque operassero. Questa legge fu molto apprezzata e lodata. L’anno scorso, però, la Corte Suprema Spagnola ha superato l’applicazione di questo principio, dichiarandosi non competente, in una causa che avrà forti ripercussioni ad ampio raggio e potrà indebolire seriamente le possibilità della Spagna di rafforzare le disposizioni della CFP – e quindi del controllo della pesca. Ma cos’è successo? Una nota impresa di pesca spagnola è stata accusata di aver falsificato documenti, riciclaggio di denaro sporco, crimini contro l’ambiente e associazione a delinquere in relazione alla pesca nell’Antartico. Un giro d’affari da 100 milioni di euro. Purtroppo la sola legge spagnola non ha gli strumenti legali per condannare gli Armadores Vidal. Che potrebbero fare scuola per altre imprese di pesca illegale…

Questo caso dimostra l’assoluta necessità di un rafforzamento delle regole comuni nel controllo di pesca nelle acque esterne, così come nelle acque continentali. Gli Stati Membri da soli chiaramente non sono in grado di farlo autonomamente.

 

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