Corte dei Conti: “non riusciamo a spendere per il clima”!

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La Corte dei conti europea ha appena pubblicato la relazione speciale n. 31/2016 intitolata “Spendere almeno un euro su cinque del bilancio UE per l’azione per il clima: i lavori in corso sono ambiziosi, ma rischiano fortemente di non essere sufficienti”.

Secondo la nuova relazione della Corte, vi è un serio rischio che il target dell’UE di spendere almeno un euro su cinque del proprio bilancio a favore dell’azione per il clima tra il 2014 e il 2020 non venga raggiunto (non ci stupisce…). Nonostante i progressi compiuti, la Corte avvisa che sono necessari ulteriori sforzi per assicurare una “svolta concreta” a favore dell’azione per il clima.

In risposta ai cambiamenti climatici, l’UE aveva deciso di spendere a favore dell’azione per il clima almeno il 20 % del proprio bilancio per il periodo 2014‑2020. Questo target dovrebbe essere raggiunto integrando l’azione per il clima nei vari settori d’intervento e nei fondi previsti dal bilancio dell’UE e la Corte ha verificato se sia probabile che il target venga conseguito e che l’approccio della Commissione europea porti a finanziamenti più cospicui e mirati a favore dell’azione per il clima. Beh… Non lo è.

Per quanto la Corte abbia osservato che i lavori in corso sono ambiziosi e che sono stati compiuti progressi è chiaro che in assenza di maggiori sforzi rimane il forte rischio che il target del 20 % non sia raggiunto. Nel Fondo europeo di sviluppo regionale e nel Fondo di coesione l’attuazione del target ha comportato interventi più attenti e mirati all’azione per il clima. Nei settori dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca, nonché nel Fondo sociale europeo non vi è stata, invece, una svolta significativa in tale direzione.

Vi è un serio rischio che non venga raggiunto il target dell’UE di spendere almeno un euro su cinque del proprio bilancio a favore dell’azione per il clima tra il 2014 e il 2020”, ha dichiarato Phil Wynn Owen, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Nonostante i progressi compiuti, l’evoluzione rimane perlopiù costante in importanti settori di spesa. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero vagliare tutte le potenziali opportunità e assicurare una svolta concreta a favore dell’azione per il clima”.

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