Aeroporto Firenze, non molliamo l’osso

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Neanche il tempo di ricevere la risposta alla seconda interrogazione europea sull’Aeroporto di Firenze, che il Movimento 5 Stelle ne deposita una terza.

Il rischio sicurezza esiste, lo dice la risposta del Commissario Europeo per i Trasporti Violeta Bulc, e la Commissione ci ha confermato che l’Agenzia Europea per la Sicurezza dei Voli (EASA) ha gli occhi puntati sulla nuova pista di Peretola e i possibili problemi di sicurezza, specialmente per quanto riguarda le zone di tolleranza attorno agli aerodromi. La Commissaria ha anche agitato lo spauracchio dell’infrazione europea in caso di norme disattese. Ma noi non ci fermiamo, perché non ci accontentiamo certo di avere ragione dopo che la pista sarà ultimata: vogliamo fermarla prima che faccia danni. Per questo oggi abbiamo protocollato una terza interrogazione sullo scalo fiorentino, concentrandoci sulla procedura autorizzativa i cui principi base sono stati violati. Dopo che il TAR ha infatti dichiarato illegittima la Valutazione Ambientale Strategica del piano nel quale l’aeroporto era inserito ci pare del tutto evidente che la Valutazione di Impatto Ambientale Ministeriale non possa essere concessa. Questo perché la VIA per un progetto specifico è subordinata alla VAS che si riferisce al quadro generale. Abbiamo chiesto che cosa potrebbe succedere in caso il Ministero decidesse di approvare una VIA che non tenesse conto della bocciatura del TAR. Secondo noi non si può fare.

Sentiamo il nostro Consigliere della Regione Toscana Giacomo Giannarelli: “Se i tecnici del Ministero saranno imparziali al pari di quelli regionali non possono dare parere favorevole su un Master Plan, tantomeno su questo che è solo da cestinare. Il problema è che mentre i tecnici, legge alla mano, tutelano i cittadini, Renzi e il Presidente della Regione Rossi continuano a tutelare i loro interessi particolari. E la recente rimozione della Direttrice di ARPAT che espresse parere negativo sull’opera, potrebbe non essere una triste coincidenza. Rossi col suo parere favorevole ha violato anche il PIT, da lui promosso, dove descrive chiaramente la “considerazione dei valori paesaggistici d’insieme” in “sovra ordine” ad ogni progetto di pianificazione, come ad esempio un aeroporto. Ma quel che più ci indigna è che con quella Delibera 1168/2015 ha di fatto anteposto in modo consapevole e deliberato gli interessi economici alla tutela della Salute pubblica, perché davanti a tecnici che hanno parlato di “dati emissivi non convincenti” ha evitato il principio di precauzione previsto dall’art. 191 TUE..

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