Rifiuti: un sacco di differenz(iat)a fra Parma, Rimini e Bologna

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C’è un abisso fra Parma e Bologna, la città con la migliore raccolta differenziata (la città ducale è al 74,2%), a guida Federico Pizzarotti e quella con la peggiore, a guida Virginio Merola (il Capoluogo sfiora appena il 45%).

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Lo dicono i dati ufficiali di ARPA Emilia-Romagna, che fanno il quadro della produzione di rifiuti 2015. Ma questi numeri ci dicono anche altro. Ci dicono che Parma non s’è adagiata sugli allori già conquistati negli scorsi anni, perché è la città che ha migliorato di più la sua differenziazione. I parmigiani sono infatti riusciti a differenziare ancora meglio, giungendo al 74,2% del 2015 grazie ad un +6,3% rispetto al dato 2014. Nessuno ha fatto meglio. Bisogna segnalare, in questa classifica dei più migliorati, che Bologna è al secondo posto, mentre spicca per la sua negatività il dato di Rimini, che è riuscita addirittura a peggiorare: – 2,0%, la peggiore di tutta la regione.rdperc

C’è un dato, diciamo così, “nuovo” sul quale riflettere. La produzione di rifiuti e quanto, quindi rimane percentualmente da differenziare per arrivare al TOP. A Parma la produzione totale si è assestata sui 540 kg/ab/anno (rispetto ad una media degli altri comuni capoluogo di 700 kg) e il residuo a smaltimento (inclusi gli scarti di Raccolta Differenziata) è di appena 139 kg/ab/anno.  Significa che a Parma resta da lavorare sui quei 139 kg all’anno per abitante, e poi differenzierà TUTTO. A Ferrara, Bologna, Ravenna e Piacenza ne mancano invece oltre 300 da “sistemare” anche perché mentre la città Ducale ha già raggiunto l’obiettivo della nuova Legge Regionale sull’economia circolare (http://www.ecodallecitta.it/notizie/385955) le altre città sono ancora a metà strada.  Numeri che fanno capire sempre meglio quanto sia importante una gestione virtuosa delle materie prima, una minor creazione di rifiuti e poi uno smaltimento differenziato e un riuso sempre più spinti verso la strategia Rifiuti Zero e una vera economia circolare.

rifiuti

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