Sulla deforestazione non meritiamo risposte

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Da tre anni a questa parte si suppone che l’Unione Europea contrasti il taglio illegale di alberi, a seguito di una normativa del 2013. Avevo ancora i pantaloni corti (figurativamente…) che già si parlava della pericolosissima deforestazione dell’Amazzonia, che infatti ha perso circa 1 milione di kilometri quadrati di foresta in trent’anni (!!!).

Lo fa vietando le importazioni di legname e dei prodotti provenienti dal taglio illegale da qualsiasi Paese del mondo e chiedendo agli operatori e alle autorità nazionali di verificare e punire chi commerci legname di origine controversa.

Eppure… Eppure l’Europa è ancora protagonista della deforestazione Mondiale. Oggi avevamo in Commissione Ambiente il Commissario Karmenu Vella, al quale abbiamo provato a chiedere conto della situzione.

Infatti sappiamo bene come queste misure siano insufficienti, tant’è che in Europa circolano rilevanti quantità di legname illegale importato. Lo dicono Greenpeace e Global Witness, i quali sottolineano anche la mancanza di sanzioni.

Come spesso accade purtroppo l’Unione Europea si limita ad un’azione legislativa alla quale non si coordina anche una decisa azione di tipo economico. Non siamo, insomma, disposti a rinunciare a nulla per fermare la deforestazione.

E’ noto infatti che sia la conversione di terreni per fini agricoli e di allevamento a indurre molti paesi ad una deforestazione selvaggia ed illegale, specialmente nelle foreste tropicali. Quindi, non si tagliano alberi solo per il legname, ma anche per avere terreno vergine da coltivare.

E cosa si produce in questi terreni deforestati? Soia, olio di palma, pelle e carne bovina.

E chi sono i maggiori consumatori di questi prodotti in Europa? La Francia per la soia, Germania e Olanda per l’olio di palma, Italia per la pelle e Regno Unito per la carne. Tutti Paesi UE che da soli fanno i tre quarti delle importazioni in UE.

Si stima che l’UE importi merci prodotte su terreni disboscati illegalmente per un valore di sei miliardi di euro l’anno. E’ chiaro che se l’UE volesse davvero fermare la deforestazione, dovrebbe smetterla di comprare prodotti provenienti dall’abbattimento delle foreste.

A livello globale, il giro d’affari del legname illegale ammonta fra i 30 e i 100 miliardi di dollari l’anno e la deforestazione fuorilegge, secondo recenti studi, da sola provoca un quinto delle emissioni di gas serra del Pianeta. L’Unione europea non è certo l’unica responsabile, ma sicuramente è uno dei principali consumatori di materia prima e prodotti a base di legno. Da qui l’importanza di attuare in pieno le regole e di farlo in tutti e 28 i Paesi UE, oltre che di effettuare controlli, anche in ottica COP21.

Abbiamo quindi chiesto al Commissario Vella: “POSSIAMO SPERARE DI GUARDARE UN PO’ PIU’ IN LA’ ED EVITARE LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI CRESCIUTI ED ELABORATI SU TERRITORI DEFORESTATI ILLEGALMENTE?

La sua risposta, ottenuta solo dopo un sollecito, è stata laconica: “L’Unione Europea è preoccupata della situazione e impegnata per risolverla.”

Non meritiamo forse una risposta?

 

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