Il voto è un DOVERE CIVICO

300Shares

Io credo che il voto sia l’arma più potente in mano al cittadino. Sono molto forti anche le raccolte firme, le petizioni, le manifestazioni, gli scioperi e altro, ma del voto i politici hanno paura. Perché fino a che non penseremo che le elezioni sono truccate, è solo con il voto che li si può scollare dalle posizioni di potere. Non c’è altro. Anche portare milioni di persone in piazza quasi mai è sufficiente. Ma milioni di voti potrebbero invece cambiare le cose.

E così anche il 17 Aprile.

La nostra Costituzione, all’articolo 48, dice che il voto è un DOVERE CIVICO. Non dimentichiamolo, è un dovere. Ed è anche un diritto per il quale uomini e donne hanno versato lacrime e sangue. Chi lo ha fatto non avrebbe mai volontariamente rinunciato a recarsi alle urne. Far fallire un referendum attraverso il mancato raggiungimento del quorum è infatti una pratica relativamente recente. Solo dagli Anni Novanta messa in atto in maniera sistematica da quella parte che aveva timore di perdere nella scelta popolare. Contando quindi su un fisiologico 20-25% di astensione ecco che con un 25-30% era possibile fare fallire la consultazione. Tutto legale, per carità, ma ben lungi dall’essere democratico.

Dei primi 38 referendum indetti in Italia, solo 3 non raggiunsero il quorum (1990). Dei successivi 28 invece solo 4, quelli del 2011 POI TRADITI, ce la fecero.

La politica aveva scoperto che rinunciare alla lotta e al confronto, e sabotare la consultazione, era più facile – soprattutto quanto si restava a secco di argomenti.

Trovo che sia vergognoso che il Premier inviti i cittadini a VIOLARE un proprio DOVERE CIVICO. Ma, d’altronde, Matteo Renzi con i voti ha davvero poca dimestichezza…

300Shares

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*