Trivelle: 1.300 incidenti in 20 anni in Italia

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Nessun incidente?
Ma cosa dicono?
Quando ho visto iniziare il servizio del TG2 sul referendum del 17 Aprile ho pensato “era ora, finalmente ne parlano!“. Ma poi hanno chiuso il servizio con quella che è una fandonia clamorosa.
Vi spiego perché.

Era il gennaio 2015 quando ricevemmo una risposta ad un nostro accesso agli atti. La nostra richiesta era quella di sapere se e quanti incidenti su piattaforme petrolifere fossero accaduti nei mari Europei negli ultimi decenni. Scopriamo che nel periodo 1990 – 2007 ci sono stati ben 9.700 incidenti sulle circa 6.000 piattaforme che bucherellano in mari in Europa.
Forse, come dice il TG2, l’Italia non ne ha avuto nemmeno uno invece? Assolutamente no, anzi. L’Italia è la Nazione che ha avuto più incidenti sulle proprie piattaforme, nonostante non ne tragga grandi quantità di petrolio o gas, e nemmeno importanti proventi dalle royalties. Gli incidenti non sono, ovviamente, solo le grandi tragedie di cui tutti parlano. Ma sono gli incidenti che passano sotto silenzio, e possono riguardare molteplici aspetti dell’estrazione e del trasporto degli idrocarburi. Negli ultimi 20 anni sulle nostre piattaforme i dati ufficiali parlano infatti di 1.300 incidenti! Questo significa che un impianto di estrazione di idrocarburi in Italia è il 1.200% più pericoloso che in Algeria, in ex-Yugoslavia, in Turchia, in Tunisia, in Libia o in Marocco…. il 300% più pericoloso che in Francia, in Spagna, in Grecia o a Malta.
Ancora una volta vediamo che l’informazione è schierata compattamente a favore delle compagnie petrolifere e contro il Referendum. Ma noi sappiamo di avere ragione da vendere, e abbiamo la forza dei numeri e dei dati per sostenere che le trivelle vadano fermate.
Per farlo, il primo passo è VOTARE SI al Referendum del 17 aprile. Ricorda: il 17 Aprile vota SI.
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26 Comments Posted

  1. “Negli ultimi 20 anni sulle nostre piattaforme i dati ufficiali parlano infatti di 1.300 incidenti! ”
    La fonte di un tal dato?

  2. Sarebbe davvero interessante sapere da dove arriva il dato dei 1.300 incidenti in 20 anni, dato che all’interno del rapporto del Parlamento Europeo a cui si accede seguendo il link pubblicato non c’è nessun dato specifico sull’Italia…

  3. Articolo ridicolo, fazioso e totalmente disinformante, NON C’É UN SINGOLO RIFERIMENTO AL NUMERO DI INCIDENTI CHE SOSTENETE SIANO ACCADUTI IN ITALIA! In più storicamente, gli incidenti peggiori per ambiente e uomo sono avvenuti a causa delle petroliere!! Non certo sulle piattaforme (tranne il caso del golfo del Messico)!

    • Gentilissimo, lei dimentica ad esempio la piattaforma Pagura esplosa al largo di Ravenna. Ma a parte questo di fazioso c’è solo il suo commento. Se ha voglia di informarsi cerchi i link anche negli altri commenti… Si tratta però di fare un po’ di fatica.

      • Un incidente nel 1965 con danni ambientali che definirei trascurabili, visto che attualmente il sito ospita un’oasi marina!
        E comunque come ho descritto nel dettaglio più sopra, nei link che lei cita non c’è NESSUN dato riferito ad incidenti in Italia. smettiamola di prendere in giro chi non ha la voglia, la capacità o il tempo di andare a cercare e a leggere quei documenti in inglese e smettiamola di fare disinformazione, per favore!

          • Certo che no, i tre morti sono una tragedia!
            Ma pensavo che qui si stesse discutendo dell’impatto ambientale delle piattaforme estrattive… Il fatto che quarant’anni fa siano morte tre persone su una piattaforma, per quanto – lo ripeto – sia molto triste, non mi sembra una motivazione sufficiente per dichiararle tutte pericolose.
            E comunque, visto che ormai mi sono preso a cuore la cosa, mi dispiace notare che lei cerchi di cambiare discorso e distogliere l’attenzione dal fatto che in nessuna delle fonti citate si trovano i dati riportati nel titolo e all’interno dell’articolo.

  4. Concordo con Enrico,
    si tratta di puro terrorismo, e francamente non ne vedo lo scopo.
    Ho cinquant’anni,seguo regolarmente e con interesse i mezzi di informazione, lasciando perdere i primi venticinque durante i quali avevo sicuramente altro per la testa, non ricordo di notizie di disastri ambientali dovute a piattaforme in Italia.
    Non vedo comunque cosa potrebbe succedere visto, come già ribadito, che la maggior parte delle piattaforme estrae gas.
    Sarebbe più produttiva una campagna volta a difendere il mare da quello che entra tramite i fiumi, torrenti, rigagnoli spesso, molto spesso vere e proprie fogne.
    Non abito al mare, ma quello si l’ho visto, spesso, documentato da tele e giornali.
    Sopratutto nelle regioni che si sono fatte promotrici del referendum

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