Migranti, l’aberrante trattativa Ue-Turchia

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A Bruxelles l’Unione Europea stra trattando con la Turchia perché si accolli il peso maggiore dell’immigrazione. L’Europa vuole chiudersi quanto più possibile, e per farlo vorrebbe “esternalizzare” i campi profughi in Turchia, che di spazio ne ha in abbondanza. Il Presidente turco Erdogan chiede altri 3 miliardi di euro per la gestione, dopo i 3 miliardi già concessi alcuni mesi fa e che pare non siano mai arrivati. Sei miliardi per non vedere più il problema, o quasi. Questa la speranza dell’Europa, che baratta – come al bazar – gli uomini di cui parla. Un altro punto dell’accordo sarebbe, infatti, quello che vede la Turchia disposta a riprendere i profughi transitati dal suo territorio illegalmente, a patto che l’Europa accolga invece un uguale numero di migranti legali. Naturalmente la Turchia ha il coltello dalla parte del manico, e cerca di sfruttare la situazione per velocizzare il suo ingresso politico in Europa. I leader europei, dal canto loro, perdono di vista l’aspetto vero della questione, LE VITE DEGLI UOMINI, e si mettono a blaterare di libertà di stampa, diritti civili e altre amenità.

Questo il panorama. Mi sembra chiaro.

Stiamo cercando di comprarci un’indulgenza.

E’ così, non ci sono altre parole.
Ci costerebbe sei euro a testa, dopo i sei che già ci è costato l’anticipo.
Che facciamo, accettiamo? Dodici euro a testa, per ogni cittadino europeo. In fondo non è granché, ci si mangia al massimo una pizza in un localaccio di periferia. Rinunciamo ad una pizza e via, niente più problemi con i vari Aylan, niente più dubbi di coscienza su cosa fare coi profughi, niente più sforzi mentali ed esercizi linguistici per differenziare fra migranti economici e rifugiati.
Lo trovate un valido compromesso? Dovremmo tifare perché si chiuda l’accordo fra Unione Europea e Turchia?
No, per me non può essere accettabile.
Moralmente è ripugnante. Davvero stiamo trattando con la Turchia perché allontani dai nostri occhi il “problema” dei migranti? Non importa che continuino ad arrivare, basta che si fermino là e non si facciano vedere nelle nostre strade o ai nostri confini. Che crepino pure nei campi profughi. Stacchiamo un assegno e non ci pensiamo più. Possiamo pensare che sia una soluzione? Non credo proprio.
Davvero possiamo stare a sindacare se in Turchia ci sia libertà di stampa, o se la Turchia abbia rispetto per le minoranze curde o… Vediamo i leader europei tirare la corda per dare qualche euro in meno, oppure chiedere “libertà di espressione” nel Paese guidato da Erdogan. Ma che diavolo c’entra? Stiamo parlando di persone, non è una trattativa economica per uno scambio commerciale!
Tre o sei miliardi, cosa cambia? E’ aberrante pensare che si voglia fare di uno Stato, qualunque esso sia, un enorme campo profughi per persone che scappano dalla guerra. O dalla fame. O dalla disperazione. Possiamo noi sindacare su chi abbia diritto di cercare una vita migliore e chi no? Possiamo mercanteggiare come fosse bestiame? Io ti do un migrante economico, però in cambio prendo un  profugo. Va bene? No, due profughi per ogni ingegnere. E un bambino, a quanto sta?
Mi viene da piangere. Dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Iraq, dalla Libia, e dalle meno note Nigeria, Gambia, Somalia, Burundi, Ciad, Camerun e Niger milioni di uomini, donne e bambini scappano per cercare di vivere.
Di vivere, nient’altro.
E l’Europa cosa fa?

Tratta sul prezzo dell’indulgenza.

Guardate questo video.
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