Bolkestein, verso una bocciatura delle proroghe

Questa mattina l’Avvocatura UE ha consigliato alla Corte di respingere la proroga al 2020 che lo stato Italiano avrebbe accordato per le concessioni demaniali.

La notizia che l’Avvocato generale Ue Maciej Szpunar abbia dichiarato legittimi di dubbi sollevati dai TAR di Sardegna e Lombardia in merito alla proroga delle Concessioni Demaniali al 2020 non mi sorprende più di tanto.

Sappiamo che la pronuncia dell’avvocatura è solo un’indicazione per la Corte di Giustizia UE, che non è obbligata ad attenervisi. Tuttavia l’indicazione è pesante: la proroga al 2020 delle concessioni data dall’Italia potrebbe venire rifiutata dall’UE.

Credo sia chiaro che comunque vada la politica ha perso perché non ha saputo decidere, e con essa hanno perso i cittadini. Non c’è mai stata la volontà di trovare una soluzione ragionevole: Governo, Comuni e Regioni hanno cercato disperatamente di barcamenarsi alla ricerca del consenso. Ma bisogna scegliere, e scontentare qualcuno, con responsabilità. L’Unione Europea sta aspettando, da quasi due anni, che il Governo Italiano avanzi una sua seria proposta alternativa. Non s’era parlato di politica del doppio binario? Invece l’Italia non ha fatto nulla, non ha mandato a Bruxelles alcun documento propositivo. I bagnini hanno fatto muro, e senz’altro la loro pressione ha portato a proroghe su proroghe, nella speranza – vana – che l’Europa lasciasse fare all’Italia. Ma che senso avrebbe avuto? Siamo nell’Unione, e le regole dovrebbero valere per tutti. Se non ci vanno bene dovremmo fare una battaglia politica per modificarle, non escogitare escamotage per aggirarle. Io avevo proposto che si concedessero al massimo alcuni brevi e motivate proroghe. Pochi anni, e solo in caso di cospicui investimenti documentati (http://www.marcoaffronte.it/2015/04/09/bolkestein-la-mia-posizione/) perché la spiaggia è un bene naturale di tutti: le concessioni infinite creano invece una privatizzazione della cosa pubblica non accettabile. Già in chiusura del mio intervento, un anno fa, ribadivo che proroghe ventennali non sarebbero state ammesse, perché è giusto che la Bolkestein venga applicata, e suggerivo di concentrarsi sulle soluzioni. Invece non è stato così: s’è cercato solo di rimandare il problema. I risultati sono già sotto gli occhi di tutti: un’incertezza che non può fare bene al comparto del turismo, un’incertezza che non favorisce gli investimenti, un’incertezza che trasmette a chi è rimasto deluso dalle mancate aste di trovarsi di fronte ad una casta inamovibile. L’incapacità decisionale e la caccia al consenso hanno solamente esacerbato le tensioni fra chi ha e chi non ha, fra chi non vuole perdere la propria posizione e chi vuole farsene una nuova. Qui hanno perso tutti, la politica in primis e qualunque sia la sentenza sappiamo bene che la partita non è affatto finita.

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