Confine marino Italia-Francia: perché abbiamo ceduto un’area pescosa?

Attraverso un accordo firmato lo scorso 21 marzo, senza alcuna comunicazione né da fonti ufficiali dei nostri Ministeri, l’Italia cede alla Francia un’area del Mar Ligure. E’ un fatto gravissimo e senza precedenti soprattutto per le modalità poco trasparenti in cui esso è stato stipulato per firma del Ministro Paolo Gentiloni.

Quando ci siamo resi conto di quanto stava succedendo, con l’amica deputata Silvia Benedetti abbiamo subito pensato di fare il possibile, e oggi Silvia ha depositato una interrogazione ai Ministri di Esteri e di Agricoltura Benedetti: “Dopo ben sei anni di negoziazioni portate avanti dai governi precedenti senza che se ne sapesse nulla, pretendiamo ora che il Governo faccia chiarezza. Chiediamo che il Parlamento sia informato sui contenuti di questo accordo che con tutta evidenza danneggia fortemente l’Italia sottraendole una zona altamente pescosa. Per quali ragioni il Governo italiano concorda con quello francese uno scambio così impari di zone marine, al punto da cedere un’area di pesca dei gamberi rossi e le zone di pesca sulle rotte del pesce spada?”

Secondo me ci sono due ordini di problemi relativi a questo trattato. Il primo è senz’altro quello della segretezza della trattativa. S’è proceduto senza condivisione, senza rispetto per le persone che di mare vivono. E qui veniamo al secondo problema. L’evidente assoluta mancanza di interesse dell’Italia per la Pesca. La rappresentazione plastica di questo disinteresse è la mancanza di un apposito Ministero, per quella che invece è un’attività economica tradizionale e significativa per tutto il Paese. Le conseguenze del disinteresse sono queste: trattati sconvenienti, a cui forse, ora, bisogna cercare di mettere una pezza. Significativo che siano coinvolti Governi di tutti i colori, centrodestra, centrosinistra e tecnici. Una perversione trasversale insomma.

Conclude Silvia: “Ci batteremo per ciò che è nelle nostre possibilità affinché questo accordo non venga ratificato dal nostro Parlamento e venga modificato a vantaggio dell’Italia e del comparto della Pesca.”

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2 Comments Posted

  1. Paradossalmente c’è un riscontro in alta montagna: da anni la francia rivendica, senza alcuna base legale, il possesso completo della vetta del Monte Bianco, che è sul confine; in pratica è riuscita nel suo intento perché da 5 anni goog.. pubblica sulle sue mappe (che per ignoranza collettiva sono considerate Vangelo in tutto il mondo) il confine illegale richiesto da questi francesi (quanto avranno pagato?). Su questi ghiacciai nessuno svolge attività imprenditoriali, però soprattutto in termini di turismo (specialmente d’elite) ormai il danno per l’Italia è quantificabile in milioni di €. Piccola precisazione: non sono sgrammaticato; alcune minuscole sono volute per disprezzo, non sono errori.

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