Approvata la mia relazione sulla Macroregione Adriatico-Jonica

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Sono molto soddisfatto per il risultato ottenuto ieri. Con 56 voti favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti la Commissione Ambiente ha approvato il parere sulla strategia per l’Area Adriatico-Jonica del quale ero relatore. Questo “parere” è stato richiesto, per competenza, alla Commissione Ambiente e sarà di supporto al lavoro della Commissione Affari Regionali per la creazione di questa Macroarea cui teniamo molto.
La Strategia europea per la regione si chiama infatti “EUSAIR” e porterà a cooperare 4 paesi membri dell’UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) con 4 paesi extra-UE (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia) per attuare il piano per la Macroregione Adriatico-Jonica. La strategia impatterà su 70 milioni di persone che abitano la zona terrestre bagnata da Ionio e Adriatico. Una zona con un passato turbolento alla quale, con decenni di ritardo, ora si cerca finalmente di dare un opportunità di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale.
Attraverso molti canali distinti di finanziamento (Fondi Strutturali europei; Il fondo EU di investimento (EFSI); lo strumento di assistenza preadesione (IPA); i Fondi di istituzioni finanziarie come Western Balkans Investment Framework (WBIF) o la Banca europea per gli investimenti (BEI)) il progetto EUSAIR si propone di sviluppare la macroragione adriatico-jonica  secondo quattro pilastri:
1. Crescita blu, per guidare la crescita innovativa in campo marittimo promuovendo lo sviluppo economico sostenibile, l’occupazione e le opportunità commerciali offerte dai settori pesca, acquacoltura, tecnologie blu, governance dei servizi marittimi (coordinamento di Grecia e Montenegro);
2. Collegare la regione per migliorare la connettività dei trasporti e delle reti energetiche nella regione e con il resto d’Europa (coordinamento di Italia e Serbia);
3. Qualità ambientale per migliorare la qualità dell’ambiente attraverso il miglioramento della cooperazione regionale (Slovenia e Bosnia-Erzegovina);
4. Turismo sostenibile: per sviluppare appieno le potenzialità della regione in termini di turismo innovativo, sostenibile, responsabile e di qualità (coordinamento di Croazia e Albania);

Oggi la nostra relazione ovviamente era incentrata sulle raccomandazioni “ambientali” e siamo soddisfatti di aver trovato un punto di incontro che è, davvero, piuttosto vicino a quanto avevamo ipotizzato in un primo momento. La Commissione ha accettato le nostre proposte per quanto riguarda, ad esempio, la massima attenzione da porre sul delicatissimo tema della ricerca di idrocarburi. Siamo infatti sempre molto attenti e preoccupati, come sapete, per il rinnovato slancio verso esplorazioni e gli sfruttamenti condotti in terra e mare (cioè le trivellazioni, gli impianti offshore), che stanno tornando di gran moda anche grazie al famigerato Sblocca Italia e che minacciano sia il Mare Adriatico che il Mar Jonio. In particolare, siamo stati in grado di non fare discriminazione – come alcuni gruppi invece chiedevano – fra aree “libere” e aree già invece colpite da conseguenze ambientali derivanti dall’attività umana.
L’Adriatico in particolare, come sapete e come sempre ripeto, anche per le sue caratteristiche morfologiche è in sostanza un “mare chiuso”, con poco ricircolo d’acqua, e ha un ecosistema già messo a dura prova dagli sversamenti degli inquinanti dalle città, dalle piattaforme petrolifere, dal traffico marino, ecc ecc..

Nella nostra relazione chiediamo anche di raggiungere il 10% di aree marine protette nel mare Adriatico e Jonico entro il 2020, come in effetti era già previsto dalla Convenzione di Barcellona ma dal quale siamo ben lontani.

Abbiamo quindi fatto il possibile per far uscire dalla Commissione un testo che aiutasse la commissione REGI a sviluppare le linee guida della Macroregione Adriatico – Jonica in una chiave di tutela ambientale e di sostenibilità.

cartina adrigov

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