Bolkestein: la mia posizione

127Shares

Quello della Direttiva Bolkestein è un annoso problema che, a ridosso dell’estate, torna d’attualità. Quest’anno, più che mai, data l’imminente scadenza per la sua applicazione. Prima di tutto sgomberiamo il campo dall’idea che la Bolkestein possa non essere applicata ai bagnini: non è così. La CE lo ha chiarito nero su bianco: ‘Pur essendo vero che sia per le acque minerali che per le spiagge l’elemento alla base della concessione è un bene, ciò nondimeno l’oggetto della ‘concessione’, il prodotto finale dell’attività economica dei due concessionari è diverso. Il prodotto finale del concessionario della sorgente di acqua minerale è un bene, mentre il prodotto finale dell’attività economica del concessionario della spiaggia è un servizio.Gli stabilimenti balneari offrono servizi, e non la mera gestione di un bene, per cui la Direttiva va applicata. Mi pare chiaro. Ma in questi giorni, puntualmente, i rappresentanti del Partito Democratico fanno trapelare inesistenti accordi segreti, avanzano fantasiose ipotesi, fingono di essere sulle barricate a difesa dei bagnini, ma anche dei turisti; dell’ambiente, ma anche dello sviluppo economico. Fanno, insomma, un po’ di teatro dimenticando il fatto che nel 2006 i predecessori dell’attuale PD votarono a favore di questa Direttiva. Recentemente ho anche sentito dire che si vorrebbe una deroga ventennale, prima di procedere alla riassegnazione delle concessioni. Una sparata. Derogare in toto di vent’anni significherebbe fare della Riviera una zona franca, che non risponde alle normative europee. Non credo proprio possa essere concesso: bisogna rapportarsi con la realtà quando si parla. Diverso sarebbe invece ragionare sull’ipotesi di doppio binario. Personalmente sarei infatti favorevole all’immediata messa all’asta di tutte quelle concessioni ormai ‘storiche’ in cui gli investimenti, insomma, siano stati ammortizzati dai guadagni. La deroga, secondo me, dovrebbe essere concessa solo a quanti abbiano effettuato investimenti recentemente, e siano in grado di dimostrare – conti alla mano – di non aver ancora ripianato le spese. Breve e proporzionali proroghe, in questi casi, sarebbero ragionevoli. Sarebbe infatti sbagliato cercare di combattere un’ingiustizia (il fatto che le concessioni siano state attribuiti a prezzi irrisori per periodi lunghissimi, bloccando il mercato e l’uso del mare da parte di tutti) con un’altra ingiustizia: punire chi ha fatto qualcosa per migliorare la spiaggia e la sua fruizione. Sono invece contrario al rilascio di nuove concessioni. La costa italiana è già sufficientemente lottizzata. In Emilia-Romagna, ad esempio, la Legge stabilisce che il 20% del litorale dovrebbe essere libero o attrezzato a spiaggia libera. Noi assolviamo la Legge solo grazie alle tante dune e zone libere del ravennate e del comacchiese. Gli altri nove Comuni rivieraschi infatti sono ben al di sotto di queste cifre. A Gatteo Mare non c’è un solo metro libero, a Bellaria-Igea Marina il 3%, a Cervia il 3,9%, a Misano Adriatico il 7,30%. Non va meglio nei Comuni più famosi, come Rimini (7,85% ma bisogna camminare 100 bagni per trovare un quadratino di spiaggia libera) e Riccione (11,97%). Restano comunque sotto la soglia della legge Cattolica, col 12,54%, Cesenatico (14,00%) e San Mauro Mare (16,54%). Per cui, non vedo proprio come si possa chiedere di lottizzare ulteriormente il litorale italiano. Ricordo inoltre che la stessa CE ha chiarito che ‘le spiagge non costituiscono una risorsa limitata visti i chilometri di costa ancora disponibili. Va detto, a tale proposito, che le spiagge sono per natura limitate‘. Per quanto riguarda la riassegnazione credo che i bandi dovrebbero prevedere costi di concessione molto più alti, durata breve e una richiesta di investimenti ‘green‘. Pannelli solari, riciclo delle acque, separazione dei rifiuti, ad esempio. Ho già avuto alcuni incontri con Associazioni di bagnini, e anche a loro ho espresso queste mie posizioni. Ricordiamo che la Commissione Europea, nella risposta scritta del 29 agosto 2014 alla Petizione di FederBalneari (in allegato), ha risposto esprimendo una posizione molto simile a quella che vado da tempo sostenendo, e che proroghe ventennali siano di fatto da eslcudersi. Eviterei quindi false lusinghe agli operatori del settore, e mi concentrerei sul trovare una soluzione…”

127Shares

1 Comment Posted

1 Trackbacks & Pingbacks

  1. SPIAGGE – BOLKESTEIN Affronte: “Qualunque sia la sentenza, abbiamo perso”Il giornale dei MARINAI della PESCA e del MARE | Il giornale dei MARINAI della PESCA e del MARE

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*