Crisi dei vongolari, e la Turchia gode

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Il mercato italiano delle vongole è in profonda crisi e parte della responsabilità è della legislazione europea. Nelle scorse settimane ho incontrato diversi gruppi di vongolari, in varie città Emiliano-romagnole e marchigiane, cercando di approfondire le ragioni di una difficoltà che sta stremando il settore. E sono emerse due cause principali. La prima, riguarda una moria diffusa le cui cause sono sconosciute, che colpisce gli allevamenti ed impedisce alle vongole di svilupparsi completamente. Noi chiediamo che venga indagata scientificamente. La seconda dipende dalla Legge Europea. La taglia minima consentita per la pesca è 25 mm: ma la maturità sessuale della Chamalea galina (nome scientifico della nostra vongola) è 13-18 mm. Difficile arrivare quindi a quelle dimensioni, anche in considerazione delle morie di cui sopra, che impediscono ai molluschi di crescere. Per questo motivo nel mercato Europeo è entrata in maniera molto forte la Turchia. Là è consentito pescare esemplari al di sopra dei 17 mm, per cui l’esportazione verso i Paesi Europei – e l’Italia non è esclusa – è in crescita. Specialmente nel mercato dei sughi e delle preparazioni, dove la dimensione della vongola non è di primaria importanza. Come se non bastasse, il Reg. CE 1967/2006 vieta la pesca entro le 0,3 miglia dalla costa, quando la fascia compresa tra le profondità -3 e -5 metri, quindi quella più prossima alla costa, è storicamente la più produttiva. I vongolari sono allo stremo per questo abbiamo depositato un’interrogazione nella quale chiediamo alla Commissione Europea se sia al corrente della situazione, e cosa intenda fare. Ci sono quasi 1500 persone impiegate direttamente nel settore, più quelle che lavorano nell’indotto. Ignorarle non è possibile.

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