Sblocca Italia, “aiutino” fuorilegge? Il Passante rischia

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Uno spettro si aggira per la pianura bolognese, lo spettro del Passante Nord. Oggi abbiamo protocollato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere lumi su alcuni aspetti dell’opera: riteniamo infatti che gli sgravi fiscali concessi dallo Sblocca Italia siano da considerarsi aiuti di Stato, e pensiamo inoltre che la versione di 38 km del Passante (Scarica qui il documento che lo approva) non sia troppo dissimile da quella di 42 km che cinque anni fa l’Europa rigettò e bloccò come opera nuova, da mettere a gara, che non poteva essere data in affidamento diretto ad Autostrade.

Prossimo ormai a diventare maggiorenne questo spauracchio ha sette vite come un gatto. Le varie bocciature sia dal punto di vista trasportistico, che politico, che legale non lo hanno ancora definitivamente fatto sparire. Il Passante Nord di Bologna è ancora lì, pronto a materializzarsi per devastare la campagna a nord della città. Secondo noi, però, ci sono almeno tre ordini di problemi che dovrebbero indurci a cancellarlo definitivamente puntando su opere meno complesse, meno impattanti e più economiche e veloci. In primo luogo la reale utilità del Passante: sappiamo tutti che persino Autostrade ha negato possa davvero decongestionare il traffico in città o velocizzare il passaggio per il nodo bolognese. Dunque, è inutile. Se non, sia chiaro, per i costruttori e i cavatori per la montagna di cemento che si impiegherebbe per costruirlo. Ma nella nostra interrogazione chiediamo alla nuova Commissione Juncker che si esprima con chiarezza in merito a due questioni. La prima, annosa, riguarda lo status dell’opera. Per i firmatari del protocollo d’intesa (Provincia, Comune, Regione, Autostrade) questo anellone di 38 km sarebbe solo una variante dell’attuale percorso autostradale e – come tale – non necessariamente da mettere a gara ma attribuibile ad Autostrade per affidamento diretto. Peccato che solo pochi anni fa la stessa opera, di appena 3 o 4 km più lunga, venne bocciata proprio dall’Europa in quanto considerata completamente nuova e indipendente e quindi da mettere a bando. Ricordo che si parla di 1,3 miliardi di euro… Il secondo aspetto, più recente, viene dallo Sblocca Italia. Il decreto è andato a modificare la Legge 221 del 2012, ampliando a dismisura la portata degli aiuti fiscali per le grandi opere. Si è passati infatti da una versione che diceva che si aiutavano quelle opere di “rilevanza strategica nazionale” sopra i 200 milioni di euro agli sgravi per tutte le opere “previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche di importo superiore a 50 milioni”. Ovviamente con questa nuova formula ampliamo il raggio di azione degli sgravi fino alla quasi onnicomprensività delle opere infrastrutturali. Secondo noi, e lo chiediamo alla UE, potrebbe configurarsi la violazione del regolamento europeo che vieta gli aiuti di Stato. Vedremo cosa ci risponderà la Commissione.

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