Regionali, dal PD chiacchiere sui nomi

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“Dal giorno delle dimissioni di Vasco Errani, e anche prima, il Partito Democratico chiacchiera di nomi, cercando un sostituto al Presidentissimo che ha governato 15 anni. L’obiettivo è chiaro” – dice Marco Affronte, Europarlamentare del Movimento 5 Stelle che ha collaborato durante la passata legislatura con il Gruppo Regionale M5S – “cambiare tutto perché niente cambi. I candidati principali sono Stefano Bonaccini e Matteo Richetti. Due campioni del poltronismo. Il primo, da Bersaniano di ferro è diventato Renziano (di plastica?), il secondo ha fatto il percorso inverso: da Renziano della prima ora, adesso si spaccia per l’alternativa. Ma l’annaspare politico dei due è poco interessante i cittadini, per i quali è sicuramente più importante sapere per cosa li hanno mandati in Regione o in Parlamento. Bonaccini, da Capogruppo PD, non ha presentato nemmeno un atto in un’intera Legislatura. Incredibile. Poi h a sentito il dovere, essendo già Segretario regionale del partito, di seguire Renzi in campagna elettorale e poi di entrare nella Segreteria Nazionale – naturalmente sempre stando ben incollato alla poltrona e allo stipendio di Consigliere Regionale. Matteo Richetti” – ricorda Affronte – “è un campione di salto della poltrona. Solo nel 2010 era stato eletto Presidente dell’Assemblea Legislativa, dopo i tanti voti raccolti nel suo collegio. Nel 2013 ha pensato bene di dimettersi, tradendo gli elettori, per candidarsi e farsi eleggere col Porcellum a Roma. Ma, ancora una volta, per lui la Legislatura è troppo lunga. Dopo un anno cerca di tornare in Regione da Governatore. Beninteso, restando intanto a prendere lo stipendio da Parlamentare. Stipendio che s’è guadagnato col sudore: ben una interrogazione presentata in un anno. E meno male che all’ultimo pare essersi ritirato Daniele Manca che era però pronto a tradire la fiducia degli imolesi, che l’avevano rieletto Sindaco pochi mesi fa. Bell’esempio. Per fortuna gli emiliano-romagnoli questa volta avranno un’alternativa: il Movimento 5 Stelle. I nomi non sono la priorità, perché il M5S ha soprattutto un programma che si sta sviluppando nei meetup e nei gruppi locali, e che si basa sull’ottimo lavoro fatto nella passata Legislatur. Nel 2010 le nostre battaglie sembravano da marziani: ora la trasparenza, la sobrietà e l’onestà sembrano le parole d’ordine di chiunque. Abbiamo dettato l’agenda politica. Visto che però chi ci governa non la applica, dovremo lavorare per poterlo fare in prima persona.”

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